Disturbi alimentari dei giovanissimi: “Le famiglie, da causa, diventano risorsa”

anoressia, dieta, bulimia
L’anoressia “pura”, oggi, è sempre meno frequente

Ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo di personalità. I problemi di anoressia e bulimia, anche nei giovanissimi, sempre più spesso si presentano accompagnati da altri disagi di natura psichiatrica. Ad affermarlo è Giulia D’Alessandro, dietista ravennate e volontaria dell’associazione Sulle Ali delle Menti operativa a Ravenna dal 2013 come distaccamento della sede di Parma. Al momento è attivo un gruppo di auto-mutuo-aiuto gestito da una decina di genitori che stanno vivendo sulla pelle dei propri figli, nella maggior parte dei casi, l’anoressia femminile.

“Oggi, rispetto a qualche anno fa, vediamo meno l’anoressia ‘pura’ – spiega la dietista – e notiamo con sempre maggiore frequenza la presenza di altri problemi che non solo vanno a peggiorare la sintomatologia ma complicano la reazione delle famiglie, che già hanno la difficoltà di accettare il disturbo alimentare sé, classificato come psichiatrico”. L’approccio che oggi si segue è anche per questo motivo anti-colpevolista: “I genitori tendono a cercare la regione di tutto in sé, nel modo in cui hanno cresciuto i figli. Noi, invece, ribaltiamo questo prospettiva, utilizzando la famiglia come risorsa nella cura del disturbo, evitando di vederla come la causa, visto che non esiste un diretto responsabile”.

L’altro problema è che i disturbi alimentari sono ancora un tabù: “Dal punto di vista sanitario è un argomento scomodo: il disturbo alimentare costa perché richiede l’intervento di diverse figure, dallo psicologo allo psichiatra, passando per il dietista. A livello sociale e familiare, poi, fa ancora tanta paura: perché non se ne capiscono le ragioni, perché anche se conosciamo i fattori di rischio, sfugge a una comprensione diretta”. L’associazione sta cercando di sensibilizzare la popolazione a Ravenna, Faenza e Lugo. Per fare conoscere, soprattutto, l’esistenza di un numero verde che consente di chiedere aiuto e supporto: “Per ora io e Daniela Santini, medico internista in pensione e volontaria, riceviamo cinque o sei telefonate al mese. Facciamo da ponte con i servizi sanitari, facciamo conoscere le nostre attività di sostegno familiare. Vorremmo che si sapesse l’esistenza di tutto questo”.

Il numero verde è 800 604 664
Il cellulare dell’associazione è 370/3161305
www.sullealidellementi.it
Qui la pagina Facebook
Qui Romagna Mamma ha raccontato la storia di Sara, mamma dopo l’anoressia. Qui quella di Diego, ex ragazzo anoressico

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