Manifesti anti-abortisti a Ravenna. L’assessore: “Campagna violenta”

“Una campagna violenta e liberticida”. Sono le parole che Ouidad Bakkali, assessora del Comune di Ravenna, ha scritto sul proprio profilo Facebook a proposito dei manifesti anti-abortisti di Pro Vita, che sono comparsi anche a Ravenna insieme a un camion vela che girerà per la provincia.

“La legge 194 non si tocca, anzi, va pienamente applicate a tutela della libertà di scelta e della salute delle donne”, ha aggiunto Bakkali.

La legge sull’interruzione volontaria di gravidanza ha appena compiuto quarant’anni. Sul tema, qualche anno fa, avevamo sentito la bioeticista Chiara Lalli, che ci aveva parlato di come la 194 sia, di fatto, una promessa non mantenuta visto l’alto tasso di obiezione di coscienza tra ginecologi, anestesisti e personale ospedaliero (qui le ultime statistiche sull’Emilia-Romagna).


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Commenti:

  1. “Violenta e liberticida” una campagna che mostra un feto? Cioè quello che effettivamente viene fatto a pezzi nell’aborto, fino a prova contraria. Ora, fare a pezzi un essere umano mi sembra più violento che mostrare un feto in un manifesto – cosa assolutamente lecita a norma di legge nonché istruttiva, visto che illustra cosa l’aborto vada effettivamente a toccare. Oppure vogliamo illuderci che basta non guardare la realtà, così la coscienza non si turba?

    Impedire che si pubblichi un manifesto con un feto mi sembra più liberticida… ma di cosa stiamo parlando? avere un’idea diversa dalla signora Bakkali è liberticidio? Mi sembra che l’Italia sia una democrazia, o no?

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