Le stelle, un proiettore importante e tante macchinine di cartone, il “cimena si reinventa”

Il cimena (sì, scritto proprio così) che andava a trovare i bambini in ospedale a Bologna, in questi mesi in ospedale non è potuto più andare. Ma Elena Xerri e Marco Bassano, inventori e fautori del progetto (che avevamo raccontato qui), si sono reinventati proprio durante l’emergenza Covid, in attesa che possano riprendere le attività legate al sociale.

Al parco di Villa Salina a Castel Maggiore, per due serate, il cinema itinerante è arrivato con uno schermo auto-gonfiabile e tante macchinine in cartone trasformate in postazioni per i bambini, così da mantenere le distanze in una sorta di drive-in: “Siamo molto soddisfatti della risposta – spiega Elena Xerri – non solo perché i bambini non si sono mossi dalle loro sedute ma perché, in 47 su cinquanta, hanno barrato lo smile felice quando abbiamo chiesto loro se avessero apprezzato le proiezioni, che non sono certo facilissime, come nel caso di ‘Nat e il segreto di Eleonora’”.

Tra i prossimi obiettivi dell’associazione c’è quello di organizzare una proiezione per chi vive nelle comunità per minori stranieri non accompagnati: “Vorremmo fare qualcosa in grande, in un prato, con le pizze e il pulmini per andare a prendere i ragazzi. Siamo reduci da un’esperienza di un anno in una comunità del Bolognese che ci ha convinti ancora di più del potere del cinema sulle persone. All’inizio i ragazzi si dividevano per nazionalità, erano un po’ diffidenti nei nostri confronti, si trascinavano a vedere i film. Poi, invece, hanno iniziato a fidarsi, a capire che stavamo facendo qualcosa di buono, qualcuno ha iniziato ad aiutarci a preparare i pop corn, fino a quando hanno iniziato a mescolarsi al di là delle culture di origine“.

Elena Xerri e il compagno sperano presto di poter riprendere il lavoro con il Ser.T di Cesena e con il Centro di salute mentale del “Bufalini”: “Nel frattempo, ci piacerebbe portare il cinema nelle piazzette dei paesini montani, dove difficilmente arriva. Abbiamo ricevuto una donazione, un proiettore professionale che ci ha poi spinti a farci carico delle spese di uno schermo e di un impianto più importante, così come di un garage dove metterli. Quest’estate, purtroppo, molti calendari sono al completo ma abbiamo il motore acceso e speriamo, presto, che il nostro progetto piaccia e possa essere adottato e finanziato in modo da trasformarci un un’impresa sociale“.

Nel frattempo è anche al vaglio l’ipotesi di entrare comunque in Oncoematologia pediatrica al Sant’Orsola, dove insieme ad Ageop era stata organizzata una proiezione, sanificando prima e lasciando, durante la visione del film, tutto prediposto affinché non sia necessario, per noi organizzatori, rimanere nella stanza: “Siamo molto motivati, il cinema permette davvero di fare grandi cose”.

 

In questo articolo ci sono 0 commenti

Commenta

g