“Il cimena” va a trovare i bambini in ospedale. L’aiuto regista: “Un sogno”

Dalla tenerezza di una parola che molti bambini storpiano, “il cimena”, nasce a Bologna un progetto per le Pediatrie degli ospedali Bellaria (Istituto di scienze neurologiche) e Maggiore. L’idea è della 41enne aiuto regista Elena Xerri, che ha pensato di creare una struttura itinerante che raggiunga i bambini ricoverati.

Martedì scorso, al Bellaria, si è tenuto il primo appuntamento: “Io e il mio compagno Marco Bassano, che lavora come direttore di fotografia, siamo arrivati con i nostri stativi e lunghi teli di velluto – racconta Elena-. Abbiamo montato l’impianto dolby surround e il proiettore e i bambini, ai quali avevamo consegnato un foglio A4 con il disegno del nostro furgoncino e un kit di matite per colorare, sono entrati esibendo i loro biglietti vintage, come in un vero cinema. Dopo la visione, rigorosamente a luci spente, abbiamo preparato i pop corn”.

Il film d’animazione proiettato è stato “Nat e il segreto di Eleonora”, visto da otto bambini con i rispettivi genitori. Martedì prossimo toccherà alla Pediatria del Maggiore, invece, avere il suo primo film: “La nostra idea è che ogni settimana ci sia un doppio appuntamento, uno in un ospedale e uno nell’altro, in modo da creare attesa nei bambini che devono stare ricoverati più a lungo. Ci piace pensare a questo appuntamento come a una coccola pomeridiana”.

Elena, che è mamma di due bambini di cinque e sei anni, da tempo sognava di abbinare la sua passione per il cinema alla propensione per il sociale: “Questo è un po’ un sogno che si avvera. Al momento è un progetto gratuito ma vorremmo che, prima o poi, diventasse un lavoro. Non è facile, ne siamo consapevoli. Prima di iniziare abbiamo bussato a tante porte per avere sponsorizzazioni e finanziamenti, fino a quando abbiamo capito che per partire, bisogna farlo da soli. Ma stiamo già ricevendo i primi apprezzamenti. Un progetto che entra in ospedale e che fa star bene le persone, prima o poi, ha bisogno di essere sostenuto: primo perché deve dare una continuità, secondo perché deve essere gestito da persone competenti che prendono un impegno serio”.

 

 

 

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