Sono passati undici mesi dalla morte del 13enne pachistano Alì Hassnain, annegato il 15 luglio dell’anno scorso nel canale d’irrigazione del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in destra Po, in provincia di Reggio Emilia.
Ora la famiglia – padre, madre, due fratelli e una sorella – ha presentato una richiesta danni al Consorzio di Bonifica (con sede legale a Mantova) perché tra il canale e la stradina che il ragazzino aveva percorso non esiste alcuna recinzione.
“Se fosse stata installata una semplice ed economica rete metallica o barriera protettiva lungo i pochi metri che separano il canale dalla stradina- ha spiegato il legale della famiglia Mauro Intagliata a La Gazzetta di Reggio – la tragedia non sarebbe avvenuta. Ma questa spesa di poche centinaia di euro non è stata mai fatta e tutto ciò espone gli abitanti ad un pericolo grave soprattutto nelle stagioni di piena del canale. Inoltre osservando le foto scattate nell’immediatezza dei fatti in corrispondenza del canale si nota una folta vegetazione, il che molto probabilmente ha inciso in modo sensibile nella perdita di controllo della bici da parte del povero Alì”.
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