Debora Conti a “Genitori in azione”: “Con i figli meno spiegazioni e negazioni”

Quando è nata la sua prima figlia, Debora Conti ricorda di avere “sbattuto la testa contro il muro”, perché nessuno l’aveva preparata a quello che sarebbe stato. Coach e trainer di PNL certificata, Debora è anche operatrice per lo Yale Parenting Center (KPMT) e facilitatrice per la Positive Discipline, oltre ad avere creato il Metodo Figli Felici®. Il 5 e 6 maggio sarà all’Hotel Corallo di Riccione per il week end formativo “Genitori in azione” di cui avevamo parlato qui.

Incontrando i genitori, la coach si accorge spesso che uno dei problemi maggiori è voler cambiare i comportamenti dei bambini utilizzando delle spiegazioni logiche: “Razionalizzare sempre tutto e aspettare che il bambino abbia un alto livello di consapevolezza è sbagliato. Anche il linguaggio con il quale ci rivolgiamo ai bambino segue spesso questa impostazione. Senza contare che bisognerebbe parlare in positivo, non sempre in negativo. Un esempio: Anziché ‘non buttare giù dal tavolo il bicchiere’, ‘ora sei grande, fammi vedere come sei bravo a bere dal bicchiere'”.

Debora Conti

L’altro consiglio che spesso Debora dà alle famiglie è quello di non aspettarsi che, ripetendo un concetto tante volte, il bambino alla fine ceda e inizi ad ascoltare: “Dalla terza volta, il bambino non ascolta più. Insistere sul fatto, per esempio, che si debba mettere le scarpe, non serve. Se non lo fa, prendiamolo per mano e mettiamole insieme. Oppure proviamo con una domanda: ‘cosa ci si mette quando è ora di uscire””. L’efficacia sarà maggiore”.

Strategie che possono essere utili anche con il partner: “Lamentarsi se il marito lascia i panni sporchi in giro per caso, così come se il bambino non mette a posto i suoi giochi, è inutile. Usiamo, invece, il rinforzo positivo del complimento, dell’elogio, che stimolerà la persona che lo riceve a ripetere quel comportamento“. E se per un bambino il complimento può essere un bacino, per un figlio più grande può essere un bel cinque: “Facciamo leva sulle motivazioni, usando meno parole e meno spiegazioni”. 

www.genitoriinazione.it

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