La street art e una scuola “rivoluzionaria”: un murale ci salverà

La street art per dire la propria, sentirsi più partecipi in classe, imparare qualcosa che potrà essere utile in futuro. Inaugura sabato 20 maggio alle 11,30, nell’area cortilizia della scuola media Mario Montanari di Ravenna di via Aquileia, il murale realizzato dalle classi terza A e terza F per celebrare il cinquantennale della scuola raggiunto nel 2016.

L’opera, i cui lavori sono stati condotti dallo street artist Mirko Dadich, è l’esito finale del “Laboratorio di street art. Percorsi di educazione all’immagine e alla cittadinanza attiva” che anche l’anno scorso è stato tenuto dal professore Andrea Montanari e che ha visto la collaborazione delle insegnanti Annalisa Ercolani e Daniele Pischedda.

Il disegno raffigura Mario Montanari, martire della Resistenza, insieme a una bicicletta rossa che perde una serie di fogli bianchi per strada. La piccola rivoluzione sta nella tecnica utilizzata per comporre l’opera: “I ragazzi, essendo minorenni, non potevano salire sui ponteggi – spiega Montanari – e in modo del tutto inedito per degli alunni di questa età, sono state utilizzate delle aste lunghe tre metri alle quali sono stati affissi rulli e pennelli“.

A inventare e studiare il disegno, gli studenti stessi: “Un laboratorio di street art è qualcosa di impegnativo, che richiede grande partecipazione e impegno, oltre a un senso di coinvolgimento molto forte per tutto quello che sta fuori dalla scuola, ovvero il quartiere Darsena che, in materia di graffiti e murales, ha molto da dire. La tecnica proposta agli alunni è stata complessa e sofisticata. Ma la sfida è stata vinta“. A partire dal prossimo anno, anche gli altri quattro pannelli murari al momento vuoti sui muri dell’istituto verranno riempiti con contenuti che richiamino gli articoli della Costituzione: “In fondo lo scopo non è solo quello di apprendere un’arte ma di fare educazione alla cittadinanza passando per la street art”.

L’altra opera scaturita dal laboratorio è un murale sul tema dell’acqua come bene pubblico realizzato da alcuni ragazzi di seconda: lo si può vedere in Largo Zamenhof, vicino a Piazza Medaglie d’Oro. 

Tutto il progetto rientra poi in un percorso unico in regione, “La scuola officina. Laboratori per competenze in uscita” che consente agli studenti di fare esperienze molto vicine a quelle del lavoro, seppur così in giovane età: “Oltre alla street art, abbiamo attivato la riparazione di biciclette e computer, l’informatica ludica, l’orto, la cucina. Laboratori sotto la supervisione del professore Andrea Canevaro per sviluppare competenze lavorative, con l’obiettivo che i ragazzi possano proporsi in autonomia in qualche ambito della città”.

 

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