Dopo che la polemica è scoppiata in provincia di Bologna, anche a Ravenna lo spettacolo per ragazzi “Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro”, vincitore del Premio Scenario infanzia 2014, sta causando malumori.
Come riporta Ravenna & Dintorni, il Popolo dela Famiglia ha fatto sapere che “lo spettacolo ha lo scopo di instillare nei bambini l’idea che esista un sesso a giorni alterni (gender fluid) e che si possa decidere se essere maschio o femmina, a seconda dell’umore del giorno; il solito tentativo di destabilizzare i più giovani che invece hanno bisogno di certezze e fondamenta solide”. La richiesta, rivolta a presidi insegnanti, è di coinvolgere i genitori e di non portare i ragazzi a teatro senza un’adesione esplicita da parte della famiglie.
Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli di Ravenna chiede intanto di poter esonerare i bambini dalla visione dello spettacolo, che è inserito nel cartellone predisposto da Drammatico Vegetale e sottoposto alle scuole, in questo caso primarie.
Piero Fenati, direttore artistico della compagnia, aveva messo in conto le polemiche: “Sapevamo che poteva succedere perché è successo in altre città, anche se non dappertutto, ma nessuno obbliga la gente e i ragazzi a partecipare a venire vedere gli spettacoli, noi proponiamo la scuola e gli insegnanti decide cosa vedere”.
Contenta della scelta di Drammatico Vegetale l’assessore all’Infanzia del Comune di Ravenna Ouidad Bakkali: “La cultura, il teatro non possono spaventare, devono altresí essere strumento e mezzo per creare spazi di conoscenza e accoglienza tra le persone, in particolare tra i bambini e ragazzi che iniziano a sperimentare i temi la diversità, nelle sue diverse accezioni, nella società nella quale stanno crescendo. Andrò a vedere lo spettacolo e spero nell’adesione di tante scuole”.
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