Violenza sulle donne: al via il mega piano della Regione

6 maggio 2016 0 commenti

Domestic violenceC’è E.V., residente a Cesena, che ha denunciato l’ex marito che le metteva le mani al collo e la denunciava di morte, anche davanti ai figli. E poi Giovanna Ferrari, di Sassuolo, che ha visto uccidere la figlia Giulia Galiotto due volte: prima dal marito e poi dal processo.

Storie che abbiamo raccontato e che, nei piani della Regione Emilia-Romagna, non dovrebbero più ripetersi se tutto dovesse funzionare secondo i piani. L’Assemblea legislativa ha approvato infatti il primo piano regionale antiviolenza in attuazione della legge quadro n. 6/2014 sulla Parità.

Il piano – costruito dall’assessorato regionale alle Pari opportunità con il contributo della Commissione regionale, degli Enti locali, della rete socio-sanitaria, delle associazioni e dei Centri antiviolenza è il principale strumento che la Regione si è data per rafforzare la rete di prevenzione, protezione e sostegno alle donne vittime di violenza attraverso azioni condivise.

Tra gli obiettivi del piano: rafforzare e sviluppare la rete esistente di protezione per le donne (24 i centri dell’Emilia-Romagna); istituire un Osservatorio regionale sulla violenza di genere per monitorare i dati e omogeneizzare i servizi; sostenere progetti permanenti di formazione e sensibilizzazione, rivolti soprattutto ai giovani nelle scuole e agli operatori; costruire percorsi che favoriscano l’autonomia lavorativa ed economica delle donne; promuovere l’integrazione tra centri antiviolenza, case-rifugio e servizi pubblici; dare sostegno ai progetti rivolti agli uomini autori di violenza.

L’approdo in Assemblea è stato preceduto da una serie di incontri in tutti i consigli provinciali e nella sede della città metropolitana di Bologna, per la presentazione del piano insieme ai sindaci, ai consiglieri regionali, alle consigliere di Parità, ai presidenti della Conferenza territoriale socio-sanitaria (Ctss), ai Centri antiviolenza e ai rappresentanti delle associazioni coinvolte nel contrasto alla violenza degli ambiti territoriali interessati.

L’attuazione sarà sostenuta anche attraverso il primo bando regionale, per premiare i progetti territoriali che favoriscano l’integrazione tra pubblico e privato.

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