Medico spende 72mila euro e dona l’apparecchio all’Ausl

2 marzo 2016 1 commento

ospedale-e1384159219998Ha speso 72mila euro per acquistare uno strumento medico tecnologicamente all’avanguardia e lo ha messo a disposizione di tutti. E’ la vicenda di Paolo Bassi, 58 anni, primario del reparto malattie infettive dell’ospedale di Ravenna, così come raccontata dal Resto del Carlino.

Nel 2013 il medico ha comprato il Fibroscan, un sofisticato e costosissimo apparecchio (primo e finora unico in Romagna) per analizzare il fegato senza bisogno di effettuare biopsie e lo ha messo gratuitamente a disposizione dell’Ausl. Gli unici costi a carico dell’azienda sono quelli di manutenzione, relativamente esigui.

Il motivo del gesto risiede essenzialmente nella vocazione di Bassi e nella sua ereditarietà: il padre, Antonio, direttore del dispensario di Ravenna, quando negli anni ’50 era medico condotto a Castel del Rio, sull’Appennino tosco-romagnolo, aveva acquistato a sue spese un apparecchio radiologico. Così quando il genitore è morto, Bassi junior ha impiegato parte dell’eredità per comprare il Fibroscan: “Mi sembrava giusto farlo, anche per ricordarlo”, ha spiegato al quotidiano bolognese. Poco importa che le visite private avvengano una volta alla settimana: “Il recupero economico è scarso, ma sono contento. Sono fiero di lavorare nel pubblico. La mia più grande soddisfazione è fare il massimo per il paziente“.

Commenti:

  1. Mario scrive:

    Evidentemente all’amministrazione sanitaria ravennate che si buchino o meno i fegati con dolorose biopsie non interessa… Si è dovuto lasciare il compito alla vocazione di un medico meraviglioso che da sempre, dimostra un’empatia e una disponibilità rare nei confronti dei propri pazienti, testimoniata vieppiù con questo gesto generoso. Io credo che ai “piani alti” qualcuno dovrebbe almeno un po’ vergognarsi.

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