Bologna: l’ora di religione è in crisi

religione, croceL’ora di religione piace sempre meno. In otto istituti comprensivi di Bologna, infatti, il 44,4% dei bambini e ragazzi ha scelto di astenersi a favore della cosiddetta “ora alternativa”. Lo rivela una ricerca dell’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici) che ha indagato le scelte di quasi cinquemila bambini dai 3 ai 13 anni. Il dato bolognese è quattro volte superiore a quello nazionale: in media, in Italia, solo il 10,3% degli alunni non fa religione.
Come scrive La Repubblica, non è stato semplice “mappare” tutte le scuole: su 21 istituti contattati, diretti da 19 presidi, hanno risposto alla ricerca soltanto otto dirigenti. La fotografia, dunque, non è completa: all’appello mancano infatti le preferenze di 22mila tra bambini e ragazzi.
Ma che cosa ha causato, in questi anni, la fuga dall’ora di religione? Secondo l’Uaar la tendenza non è solo imputabile alla sempre maggiore presenza degli alunni stranieri ma a un distacco e a un allontanamento emotivo e culturale delle famiglie.
Il problema resta l’ora alternativa: non tutte le scuole sono attrezzate per proporre a bambini e ragazzi attività didattiche diverse.
Qui la nostra intervista a Gilberto Borghi, professore di religione di Faenza che analizzava i motivi della fuga

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