Problemi sessuali delle coppie: “Non è sempre colpa dei figli”

Andrea Ronconi

Fare l’amore ci fa sentire moderni, canta Chiara. Di sesso si parla sempre di più anche in termini “patologici”. E la connessione tra il periodo dopo il parto e l’attività sessuale pare sempre meno un taboo. Andrea Ronconi, sessuologo e psicoterapeuta della coppia, lavora a Rimini, Riccione e San Marino.
Secondo il suo punto di vista, i problemi sessuali della coppia con figli sono in crescita?
“Non credo si possa affermare che i problemi sessuali delle coppie con figli siano in crescita, piuttosto è certo che se ne parli molto più liberamente di un tempo, anche se spesso in maniera non corretta. Ciò può contribuire allo sviluppo di false credenze, o convinzioni irrazionali. Il fatto che la gente e i media ne parlino di più ha maturato la capacità delle persone di riconoscere, nel proprio ed altrui comportamento, l’espressione di bisogni e di difficoltà che chiedono di essere chiariti, compresi e risolti rivolgendosi allo psicoterapeuta sessuologo. La vergogna sociale provata nell’andare in consultazione da uno specialista del comportamento è diminuita, aumentando di fatto l’accesso a questi servizi rivolti sia ai singoli che alle coppie”.
Molte coppie lamentano di non riuscire più ad avere la stessa intimità di quando non c’erano i bambini: è davvero un problema che insorge con la nascita dei figli?
“Non si può generalizzare, il fenomeno è complesso e le situazioni molto diverse tra loro. Tra le più ricorrenti c’è il calo del desiderio sessuale, una difficoltà dell’uomo nell’avere o nel mantenere l’erezione, il dolore della donna durante i tentativi di penetrazione, la difficoltà di lui ad eiaculare. E’ vero che queste problematiche possono esacerbarsi dopo la nascita di un figlio, ma non significa necessariamente che possa esserci un legame di contingenza causale fra la presenza dei figli e lo sviluppo di disturbi sessuali. Le stesse difficoltà possono verificarsi in tanti altri momenti nell’arco della vita di una coppia, con o senza figli”.
Però diciamo che è più normale manifestare un calo del desiderio…
“Dopo il parto i ginecologi consigliano di attendere 35-45 giorni prima di riprendere l’attività sessuale. Lacerazioni spontanee, eventuale taglio cesareo, perdite fisiologiche di sangue, possono guarire facendo ritornare l’utero alle dimensioni originarie. La donna, prima di tornare a fare l’amore, è bene che faccia una visita dal ginecologo, anche se si sentisse bene e pronta. I fattori ormonali possono essere alla base, insieme a quelli psicologici e relazionali nell’abbassamento del desiderio sessuale nella donna. Il cambiamento di ritmi, di abitudini, di gestione del proprio tempo e di quello familiare successivo al parto è fisiologicamente fonte di stress e questo può contribuire a cancellare ogni fantasia. Fra i fattori di natura relazionale responsabili nella donna di un calo del desiderio sessuale, nelle settimane e mesi dopo il parto, ricordo la lontananza – o una inadeguata vicinanza – emotiva ed affettiva del partner”.
E i papà, come la vivono?
“Per alcuni uomini assistere a tutti i momenti del travaglio e del parto del nascituro può essere indurre reazioni emotive tali da interferire sulle aspettative e sui bisogni sessuali. Altri uomini dopo il parto possono vivere in maniera non adattiva il fatto di vedere la propria compagna dedicare tutte le energie e le attenzioni al bambino. Alcuni padri si sentono tanto a disagio in queste situazioni da sentirsi quasi inutili, facendo quindi molta fatica ad accettare questo naturale cambiamento e transizione esistenziale e di ruoli, dalla coppia alla famiglia. La percezione di non essere più al primo posto, agli occhi della propria amata, può sviluppare emozioni fra loro molto contrastanti e negative: ansia e depressione possono originare dalle prime reazioni di distacco, seguite da disturbi sessuali”.
Quando insorgono problemi sessuali significa che c’era già qualcosa che non andava in precedenza?
“Quando nella vita sorgono delle difficoltà individuali o relazionali di natura psicologica e sessuologica significa che c’è sempre qualcosa che ‘non andava’ in precedenza. La nascita di un figlio oltre a portare gioie e colorare la vita della famiglia di nuove emozioni, porta anche stress e difficoltà mettendo continuamente alla prova mamma e papà nella gestione adeguata per tutti. Se prima di mettere al mondo dei figli la coppia viveva fra litigi e conflitti, una sessualità problematica e una comunicazione carente e non funzionale allora ci saranno più probabilità che gli stessi problemi possano acuirsi, in presenza dei figli, in situazioni più stressanti”.
Quali fattori contano di più per la ripresa di una normale attività sessuale?
“Non esistono ricette pronte, comunque la ripresa è facilitata dal riconoscimento che il fatto di non fare più l’amore è segno che c’è qualcosa che è cambiato in peggio e che è possibile chiarire e sforzarsi per migliorare la situazione grazie all’aiuto di un sessuologo e psicoterapeuta della coppia. Il graduale riavvicinamento dei partner è reso possibile solo dopo la comprensione dei bisogni, problematiche e delle aspettative di entrambi. La motivazione a riavvicinarsi deve essere presente in entrambi i partner, anche se in maniera spesso relativamente sbilanciata”.
In genere che percorso fa, lei, con i suoi pazienti?
“La diagnosi differenziale permette di capire se le cause del disagio sessuale sono determinate da fattori emotivi, psicologici e relazionali (di competenza dello psicosessuologo e psicoterapeuta della coppia) oppure organici (di competenza medica). La consulenza psicosessuologica si rivolge a uomini, donne e coppie di qualsiasi età. In pochi incontri valuto la natura del problema/bisogno presentato, formulo una diagnosi e si ipotizza una prognosi che viene comunicata ai pazienti”.
Nella vita di una coppia in generale, il periodo della post-nascita dei figli è davvero quello più critico, a suo parere?
“Non credo sia il più critico in assoluto, può essere più o meno critico o allo stesso modo di altri momenti di transizione che caratterizzano l’arco della vita di un individuo, una coppia, una famiglia. E’ fuorviante interpretare la realtà solo da un punto di vista, attribuendo a un solo evento, seppur importantissimo per la coppia, l’origine dei problemi o delle gioie sessuali e della vita familiare”.

Per contattare Andrea Ronconi, 335 6300997 e www.psicologia-sessuologia.it

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