Niente compiti a casa: esperimento in 166 scuole

Sono 166 classi di scuole elementari e medie di cinque province e tre regioni. Dal nord al sud, isole comprese: Biella, Verbania, Milano, Torino e Trapani. Tutti questi bambini quest’anno avranno una bella preoccupazione in meno: non dovranno fare i compiti a casa. Per precisa scelta didattica. L’iniziativa è un progetto pilota interdisciplinare volto ad affrancare, appunto, gli alunni dal peso dei compiti a casa. Si impara a scuola e poi basta. A fare da apripista lo scorso anno è stato l’istituto comprensivo II di Biella con una quarantina di classi coinvolte. Il tutto era partito da un manuale sulle difficoltà di apprendimento stilato in collaborazione con la Asl locale. Alla fine dell’anno i risultati sono stati soddisfacenti: ai bambini è piaciuto, a genitori e docenti anche. Così il modello quest’anno è stato esportato nella vicina Verbania ma anche in metropoli come Milano e Torino.

Ma come funziona? Per un paio di settimane bambini e ragazzi si concentrano sullo stesso argomento, con tutti i docenti coinvolti. Mattina e pomeriggio. Con approfondimenti e prove pratiche. Poi passano ad un altro argomento. L’insegnante biellese Susanna Rolando spiega a Repubblica: “Questo consente ai bambini di acquisire i contenuti in quelle due settimane e di non essere appesantiti da compiti a casa. Le lezioni, alla scuola elementare, prevedono per una settimana intera lo studio dell’Italiano e per l’altra la matematica affrontando l’argomento con il contributo di tutte le discipline”. Così il sogno del preside ligure Maurizio Parodi, fondatore del Movimento “Basta compiti!” e autore del libro omonimo, si sta trasformando in realtà: con le sue iniziative sui social e una petizione on line, Parodi – intervistato nel 2014 da ER Mamma – da anni ha coinvolto decine di migliaia di famiglie contribuendo a formare un radicato movimento di opinione. Ora dalle idee si è passati a fatti. Funzionerà?

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