Sesso e proposte indecenti per lavorare al bar e sui bus

Sesso in cambio di lavoro. In tempi di crisi spuntano i mercanteggiamenti più spregevoli ai danni delle donne. Il primo caso arriva da Ravenna, città di origine di una 28enne in cerca di occupazione. Come racconta il quotidiano La Voce di Romagna, la ragazza si è vista richiedere un curriculum piuttosto ‘singolare’ per avere un posto da barista in un locale di Forlì. “Sto facendo le selezioni. Prepara abbigliamento con minigonna nera, calze, tacchi, intimo con perizoma“, è stata la proposta. Non la prima ricevuta, per altro, come ricorda con estremo disgusto la giovane alla Voce: in passato un agente immobiliare della riviera le aveva detto esplicitamente che certe prestazioni a luci rosse avrebbero fatto parte del ‘pacchetto’. Stanca di tali trattamenti, la 28enne ha deciso di rivelare tutto.


La seconda vicenda è un’indagine choc sulle autiste dei mezzi pubblici in Emilia-Romagna: una su due ha subito molestie sessuali. Il dato emerge da una ricerca presentata dalla Filt-Cgil di Bologna dietro impulso della consigliera di parità regionale Rosa Maria Amorevole. Ai 416 questionari distribuiti fra il personale hanno risposto il 39% delle donne e il 61% degli uomini.

Il 52,5% delle donne afferma di aver subito comportamenti indesiderati, anche verbali, a connotazione sessuale – spiega la Amorevole -. L’aggressione avviene prevalentemente da un soggetto interno all’organizzazione e il responsabile è prevalentemente un uomo”. Colleghi e superiori, insomma. Che, se possono, ricorrono pure alla squallida arma del ricatto. Tra le risposte del questionario, infatti, ce ne sono “cinque relative a richieste e ricatti sessuali in grado di incidere sulla posizione lavorativa“.

Sempre la Amorevole fa notare come tra le molestie alle lavoratrici delle aziende di trasporto vi siano “frasi equivoche a doppio senso, battute o gesti volgari, apprezzamenti verbali su corpo e sessualità, richieste o proposte di prestazioni sessuali, contatti fisici” che avvengono soprattutto “durante l’orario di lavoro”. E se colleghi e amici sono al corrente delle molestie, le denunce sono rare: al sindacato arrivano appena l’11% dei casi.

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