Si buttò dal tetto del liceo classico di Forlì nel giugno del 2014. Il padre di Rosita Raffoni Roberto, accusato di maltrattamenti e istigazione al suicidio, è stato interrogato la scorsa settimana. Come ha documentato Il Resto del Carlino, l’uomo ha raccontato che Rosita “era la più bella del mondo, perfetta” ma che dopo i tredici anni è successo qualcosa: “Non andava più bene niente. Qualsiasi cosa che facessi era sbagliata. Mi accusava di tutto”.
Il padre di Rosita ha confermato che, alla figlia, dava della nullafacente e della mantenuta: “Io mi facevo in quattro per la famiglia e lei nemmeno un abbraccio. Ma non abbiamo mai negato nulla a nostra figlia. E a lei non è mai mancato nulla”.
Quanto all’episodio dello smartphone (Rosita qualche giorno prima del suicidio aveva preso quello del padre per chattare con le amiche, i genitori si erano arrabbiati per il ‘furto’ e l’avevano minacciata di non mandarla in Cina a studiare, minaccia davanti alla quale lei disse che si sarebbe ammazzata), l’uomo ha confermato di avere detto alla ragazzina, al ritorno da scuola: “Ah sei ancora qui… Quindi non ti sei buttata dal liceo?”. Ma ha spiegato che “era una battuta”.
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