Una ragazzina di tredici anni residente in provincia di Rimini si è tolta la vita buttandosi dal balcone di casa nella notte tra venerdì e sabato. Lo riporta l’Ansa, che scrive come la Procura della Repubblica di Rimini abbia aperto un fascicolo relativo per il suicidio dell’adolescente, che si è gettata dal primo piano.

A trovarla agonizzante un vicino di casa che ha allertato i soccorsi, purtroppo risultati vani visto che la 13enne è morta in ambulanza.

L’ipotesi di reato provvisoria è quella di istigazione al suicidio. Ci sarà da capire, anche sulla base del messaggio lasciato dalla ragazzina, se fosse vittima di bullismo.

“La cultura dell’odio caratteristica del bullismo ha fatto un’altra vittima – ha sentenziato Marco Tonti, presidente dell’Arcigay “Alan Turing” Rimini -. È sovrumano immaginare quale pressione deve aver spinto questa ragazza a buttarsi dal balcone di casa, a farle pensare che quella fosse l’unica via di fuga. È un’esperienza purtroppo molto frequente per le persone lesbiche, gay bisessuali e transessuali quella di diventare il bersaglio delle frustrazioni altrui; molti di noi superano con difficoltà a queste situazioni, e alcuni non ci riescono. Siamo perciò molto solidali con la sofferenza della ragazza, con la famiglia e con gli amici che lascia per fuggire da questo mondo di odio. Il bullismo è un fenomeno sempre più presente e inascoltato. Le campagne contro il bullismo vengono ostacolate dai troppi benpensanti e tradizionalisti che popolano il nostro Paese, i e le giovani crescono immersi in un clima di violenza costante: contro gli immigrati, contro i politici, contro i gay, contro le donne. Questo è il risultato e nessuno può dirsi innocente. È fondamentale che le istituzioni comprendano che viviamo in mezzo a un’emergenza psicologica che ricade soprattutto sui nostri giovani e che è necessario intervenire energicamente per arginare questo odio che si respira ovunque. L’educazione alla parità e al rispetto deve essere una presenza costante e fondamentale in tutte le scuole per impedire in futuro tragedie simili”.