In Emilia-Romagna il 6,5 per cento delle nascite è prematura

Il punto della Regione in occasione della Giornata mondiale della prematurità. Numerose le iniziative sul territorio

BOLOGNA – In Emilia-Romagna calano i parti prematuri, aumenta la prevenzione nelle donne, si rafforza la rete dei Centri Hub in grado di offrire cure neonatali intensive. Da Piacenza a Rimini giovedì 17 novembre si celebra la Giornata Mondiale della Prematurità – World Prematurity day, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza e sensibilizzare i cittadini sulla nascita pretermine.

Le Aziende sanitarie, ospedaliere ed Irccs dell’Emilia-Romagna promuovono sul territorio da domani e nei prossimi giorni numerose iniziative, tra cui dibattiti, conferenze, momenti di incontro, animazioni, attività specifiche per le famiglie e per i bambini.

“Nella nostra regione- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- le nascite pretermine possono contare su un modello organizzativo, come quello degli Hub&Spoke, in grado di assicurare un’assistenza di alto livello alle mamme e ai bambini.  Anche grazie a questo sistema virtuoso i parti prematuri sono stati ridotti e le cure neonatali infantili rafforzare, come dimostrano i dati. Proseguiamo lungo questa strada per rafforzare ulteriormente un modello di sanità pubblica che mette al centro e prende in carico le donne sin dal concepimento”.

Le nascite pretermine in Emilia-Romagna

Nel 2021, in Emilia-Romagna i nati pretermine (prima di 37 settimane di gestazione) sono stati 1.964, il 6,5% di tutti i nati vivi.  Nello specifico, nel 4,9% dei casi la nascita è avvenuta tra la trentaquattresima e la trentaseiesima settimana (late preterm); i nati prima di 34 settimane sono l’1,6% di tutti i nati. La nascita pretermine in Emilia-Romagna è in graduale riduzione negli ultimi dieci anni e a contribuire principalmente a questa riduzione sono i late preterm.

Nasce in Centri Hub, in grado di offrire cure neonatali intensive, quasi l’85% dei neonati pretermine; questa frequenza aumenta – fino a oltre il 90% – se si considerano i nati prima di 34 settimane: un indicatore di buon funzionamento del modello organizzativo Hub & Spoke adottato dalla Regione Emilia-Romagna.

Il 92,2% delle donne in gravidanza effettua la prima visita entro la dodicesima settimana, percentuale costantemente in crescita negli ultimi cinque anni (erano 89,1% nel 2017). Una presa in carico appropriata (prima di 12 settimane di gestazione) consente di fornire informazioni, di aderire all’offerta di interventi di prevenzione e di identificare e trattare tempestivamente le condizioni devianti dalla fisiologia.

Le banche del latte in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna sono quattro le banche del latte, che raccolgono il latte da madri donatrici: Reggio Emilia, Modena, Bologna e Cesena. Quest’ultima è stata la prima ad essere inaugurata, nel 1962, mentre quella di Bologna ha festeggiato recentemente i 10 anni di attività. Per i neonati prematuri, soprattutto quelli molto piccoli, con peso alla nascita inferiore a 1.500 grammi, essere alimentati con latte della propria madre o con latte umano donato riduce il rischio di malattie gravi (infezioni gravi e sepsi, NEC-enterocolite necrotizzante e displasia broncopolmonare) rispetto al ricevere ‘formula’, l’alimento noto commercialmente come latte artificiale. Gli studi rilevano che per ogni 8 neonati prematuri alimentati esclusivamente con latte umano (niente formula) si evita un caso di Nec grave, ovvero c’è un neonato in meno che deve essere sottoposto a intervento chirurgico o che muore per questa complicanza.

 

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