“Dai cappelletti di mia nonna l’idea di un abecedario in dialetto romagnolo”

Lo ha dedicato ai nonni Virginia e Giuseppe, che considera i suoi maestri di dialetto romagnolo. Raffaella Di Vaio, illustratrice faentina, è in libreria con “Tânt par cminzê! L’abecedario romagnolo da colorare” scritto insieme a Mauro Gurioli di Tempo al libro. L’idea le è venuta quando, un giorno, si è messa a preparare i cappelletti seguendo a memoria la ricetta della nonna, e in particolare quel misto di formaggi che usava per fare il ripieno, il cosiddetto “batù”.

“Quando mia nonna è venuta a mancare, ho conservato di lei i quaderni dove annotava le ricette – racconta Di Vaio – che in realtà, però, non ho mai utilizzato perché le dosi e gli ingredienti li conosco a memoria da quando sono bambina. Lei mi ha abituata a cucinare insieme, nella sua casa di campagna, le paste tirate a mano e i dolci, tramandandomi al tempo stesso anche il dialetto romagnolo. Così ho pensato che sarebbe stato bello insegnare alcune parole ai bambini di oggi, anche se alla lettera H devo dire che ci siamo un attimo fermati: alla fine abbiamo scelto ‘hotel’, pensando alla riviera e a Pinarella”.

Il libro, lungo 48 pagine, contiene i disegni a matita delle parole scritte sia in italiano che in dialetto: “Non tutte riguardano la cucina e, in alcuni casi, ce ne sono più d’una per lettera, a seconda delle diverse pronunce e dei diversi suoni. Per la o, per esempio, abbiamo inserito oca, otto e uno. Questo libro me lo immagino nelle mani dei bambini ma anche dei grandi, che dall’uscita in libreria a oggi devo dire mi stanno mandando apprezzamenti. Che sia un valido supporto al ristorante, quando si è seduti a tavola e si aspetta il piatto. Ma anche a casa, durante l’estate. O al mare, sotto l’ombrellone. Ho scelto, intorno ai disegni, di lasciare molto spazio bianco perché chi colora le immagini possa, se vuole, fare anche le ambientazioni”.

Mauro Gurioli ha dedicato l’abecedeario a suo figlio Pier perché, alla fine, l’obiettivo è che, nell’aria, il dialetto resti, a partire da chi non lo sente più parlare.

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