Angela e Leonardo, dalle notti in bianco al Pentagono: “Un esempio anche per i nostri figli”

Angela Corbari

“Siamo molto felici, ancora un po’ storditi. A furia di parlarne siamo finiti forse per sminuire questo nostro successo, quando invece è qualcosa di cui andare molto orgogliosi”. Angela Corbari e Leonardo Alberto Dal Zovo, che il 9 dicembre del 2015 – giorno del terzo compleanno del loro primogenito Riccardo – hanno fondato a Ravenna la start up Studiomapp, finalmente hanno potuto dire a tutti quello che sapevano da un po’: la loro soluzione proposta al Dipartimento di difesa degli Stati Uniti e alla National Geospatial Intelligence Agency per analizzare le casistiche dei disastri naturali attraverso le immagini satellitari è arrivata quarta al mondo (e prima in Europa) al concorso internazionale “DIUx xView 2018 Detection Challenge”.

Da marzo scorso, quando si sono iscritti alla competizione, Angela e Leonardo si sono buttati a capofitto nell’impresa, credendoci fino in fondo e impegnandosi senza soluzione di continuità almeno fino alla metà di agosto: “Non vendiamo scarpe – racconta Angela – ma algoritmi utili in caso di cataclismi, che negli Stati Uniti hanno un’estensione grandissima. Abbiamo sentito fin da subito l’utilità della società del lavorare a pieno ritmo per questa causa. Sono stati mesi impegnativi, nei quali Leonardo non si è staccato dal computer nemmeno di notte. In questa missione, abbiamo coinvolto anche i nostri figli, Riccardo e Dalia, con l’obiettivo che fossero informati sul perché di tante ore di lavoro e consapevoli che darci dentro, alla fine, ripaga dagli sforzi”.

Leonardo Alberto Dal Zovo

Difficile, del resto, separare casa e lavoro: “Siamo una coppia – continua Angela – abbiamo fondato una start up insieme, spesso ci portiamo il lavoro a casa, altre volte i bimbi vengono in ufficio, nel co-working Cresco dove abbiamo sede. Questo ha lati positivi e altri meno ma quando si fanno scelte così forti e importanti, le mezze misure non esistono e l’investimento è totale. Chiaro, in questi anni mi sono resa conto di quanto sia importante il welfare aziendale, di quanto la conciliazione lavoro-famiglia debba essere, in ogni ambiente di lavoro, una priorità. Nei miei sogni c’è un co-working con co-baby per le mamme e i papà che lavorano. Magari riuscirò a realizzarlo quando i miei figli saranno già maggiorenni ma non importa: questi saranno temi a me sempre cari”.

La qualità della vita, a Studiomapp, aleggia nell’aria: “Non è raro vederci in giro per Ravenna con le cargobike sulle quali trasportiamo i nostri figli. La macchina non la usiamo quasi mai, ci piace il fatto di essere sostenibili e di ottimizzare. Quando cresceremo come azienda, poi, cominceremo a delegare mansioni per riuscire a occuparci con più tempo e tranquillità dei bambini, nell’ottica che per lavorare bene, bisogna stare bene e liberarsi dei problemi che si possono risolvere”.

Per il momento, per festeggiare, Angela e Leonardo hanno offerto un buffet ai co-worker di Cresco e sperano, prima o poi, di potersi ritagliare una piccola vacanza: “Quando apri una start-up la vita personale un po’ ne risente, è normale. Ma si migliora molto anche come persone, in un arricchimento continuo che è da esempio anche per i bambini. Dalia, che ha tre anni e mezzo, spesso si mette al computer e dice che sta lavorando come il papà. Un papà, va sottolineato, molto presente e attivo anche nel compiti domestici e che fa le stesse cose che faccio io. Del resto, lavoriamo entrambi”.

A confermarlo è proprio Leonardo: “Per me è normale raccogliere i panni, pulire, lavare i piatti, accompagnare i bambini a scuola. Mi sono accorto, poi, che durante le faccende di casa sono così concentrato che mi vengono le idee migliori. Una specie di spazio mio che mi permette di pensare alle cose da realizzare. Tutto questo, insomma, può benissimo andare di pari passo con immagini satellitari, algoritmi e geo-localizzazioni”.

Intanto, premio a parte, la vita di Studiomapp va avanti: “Io sono laureato in Informatica – continua Leonardo – e mi occupo della parte tecnica. Angela, che ha un passato da consulente sula gestione del territorio, è la parte più creativa, quella che fa da ponte tra la realtà delle cose e l’informatica stretta, trasformando il problema in qualcosa di comprensibile”. E se l’equilibrio dei ruoli professionali c’è sempre stato, quello della relazione lavorativa è da conquistare ogni giorno: “Abbiamo senz’altro caratteri diversi – conclude Angela – e capita di discutere. Ma stiamo imparando, nel bene e nel male, a dirci tutto. Non possiamo permetterci di perdere tempo, di tenere il muso, di avere orgogli personali”. 

Angela Corbari sarà ospite delle GGD domani venerdì 9 novembre alle 19 per l’incontro “Intelligenza artificiale: il futuro è già qui”. L’appuntamento è a Digital Update, in via Magazzini Anteriori 27 a Ravenna (per iscriversi cliccare qui).

 

 

 

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