Ciao Dario. Muore il giorno di Pasqua il papà malato Sla

Il giardino curato, la casetta sull’albero. Sono le prime immagini che ho di un giorno di febbraio dello scorso anno, quando sono andata a casa di Dario Alvisi e Debora Donati, nelle campagne di Faenza. Da fuori, tutto normale. Ma dentro, immobilizzato su un letto con la tracheotomia e la Peg, c’era lui, malato di Sla.

Dario è morto il giorno di Pasqua a 45 anni, lasciando anche le tre figlie di 15,13 e 7 anni Caterina, Carolina e Camilla: “Te ne sei andato in un giorno speciale come speciale lo eri tu. Grazie per il grande esempio di vita che ci hai dato”, ha scritto la moglie su Facebook.

Nel caso di Dario, il decorso era stato velocissimo. Poco dopo l’esordio dei primi sintomi, infatti, era arrivata la diagnosi di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia rara che colpisce le cellule cerebrali addette al controllo dei muscolo. Ritrovandosi nel giro di sei mesi completamente paralizzato e senza nemmeno riuscire a tenere gli occhi aperti, per tenere un contatto col mondo utilizzava “Brain control”, un ausilio di ultima generazione che registra le scariche elettriche collegate ai neuroni cerebrali, consentendo ai pazienti – di cui viene rilevato il movimento – di avere accesso a frasario e di selezionare sì, no o non so davanti a una domanda.
Qui la storia che avevamo raccontato un anno fa

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