“Evitabile il 44% delle morti materne”. La prima causa è l’emorragia

In Italia, su 100mila nati vivi, 8,7 donne muoiono durante la gravidanza o entro 42 giorni dal suo esitoUn dato in linea con altri Paesi simili al nostro, come la Francia e il Regno Unito, e che verrà diffuso domani 2 febbraio a Bologna durante il seminario “I risultati della sorveglianza della mortalità e morbosità materna in Italia e in Emilia-Romagna” (qui il programma). A parlarne è Serena Donati del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità.
Cosa è cambiato dal 2008, quando avete iniziato la sorveglianza della mortalità materna che oggi coinvolge 10 regioni?
“Il primo risultato importante è stata la dimostrazione della sottostima della mortalità materna: sei morti su dieci, infatti, non risultavano dall’analisi dei soli certificati di morte. Dal 2013, mettendo in rete quasi 400 presidi sanitari di dieci regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, che coprono il 77% dei nati in Italia, sono direttamente i professionisti sanitari a segnalare tutte le morti materne. Ogni caso viene discusso e valutato nell’ospedale, a livello regionale e poi in ISS per arrivare a definire la qualità dell’assistenza, la causa della morte materna e la sua evitabilità”.
La grande polemica sul fatto che i punti nascita sotto i 500 parti non siano sicuri si lega a questo discorso?
“Ad oggi non siamo in grado di verificare l’associazione tra la dimensione dei punti nascita e le morti materne perché i dati raccolti dalla sorveglianza attiva tra il 2013 e il 2016 sono per fortuna solo 88”.
Quali sono le cause principali?
“Al primo posto troviamo l’emorragia ostetrica che è responsabile del 37% delle morti materne dirette, seguita dalla sepsi (23%), dai disordini ipertensivi della gravidanza (18,7%) e dalle tromboembolie”.
Quanti di questi decessi si sarebbero potuti evitare?
“Il 44%. Il che significa che c’è un ampio margine di miglioramento, soprattutto sul versante delle morti dirette, che sono quelle che derivano dalle complicazioni ostetriche. Per quanto riguarda le emorragie, per esempio, 12 decessi su 16 si sarebbero potuti evitare. Sul fronte delle morti indirette, quelle cioè causate da malattie precedenti o insorte in gravidanza e aggravate dalla stessa, c’è comunque da lavorare. Prendiamo l’influenza: 5 morti su 5 sarebbero stati evitabili con il vaccino”.
Ci sono differenze a livello regionale?
“Purtroppo sì, le regioni del Sud sono quelle più a rischio. I numeri minimi di morti sono stati registrati in Friuli e a seguire in Toscana”.

Per approfondimenti www.epicentro.iss.it/itoss

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