Meglio del mitico Palmiro Cangini e del suo assessorato alle Attività varie ed eventuali del comune di Roncofritto. La realtà supera perfino la fantasia. Quanto a comicità, Paolo Cevoli ha dei seri concorrenti nelle amministrazioni, quelle vere. Quelle che in mancanza di fondi fanno lavorare l’immaginazione e se proprio hanno le mani legate per le opere pubbliche almeno si sbizzarriscono nel creare deleghe per gli assessori. Tutte rigorosamente con la maiuscola, come vuole il galateo istituzionale. Il primato probabilmente va al sindaco di Gallipoli, il piddino Stefano Minerva, che per sé ha tenuto la delega al Sorriso (che sia un dentista?) mentre ai suoi collaboratori ha distribuito incarichi importanti. Gravosi, addirittura esistenziali: un assessore si occuperà di Felicità, un altro di Futuro, un altro ancora di Bellezza e l’ultimo di Creatività. Male che vada finiranno a Zelig.
Se inevitabilmente il Sud mette in campo pane, amore e fantasia anche alle nostre latitudini ci si dà parecchio da fare; qualche giorno fa a Sant’Agata Bolognese il sindaco Giuseppe Vicinelli, un avvocato di 54 anni, ha battezzato la sua creatura assessorato alla Vita (e qui la maiuscola rischia di creare confusione con l’omonimo calciatore del Cesena ma vabbè) tenendo per sé la delega forse perché è il primo caso in Italia di un municipio che si occupa dell’esistenza, “dal concepimento fino alla morte naturale”. Che, per carità, a pensarci bene è una gran conquista: da queste parti, quando comandava lo Stato pontificio ci si occupava più dei morti che dei vivi dal momento che il boia – figura che altrove, tipo in Toscana, era praticamente scomparsa – faceva saltare le teste dei dissidenti politici con la stessa frequenza con cui oggi Salvini spara un tweet. La presentazione ufficiale dell’assessorato alla Vita è avvenuta giovedì scorso durante una serata dal titolo “Il senso della vita”. Purtroppo anche qui c’è stato un fraintendimento perché qualcuno pensava che facessero vedere il film capolavoro dei Monty Phyton, invece è stato tutto molto più noioso. Vita grama, insomma.
Basta spostarsi di qualche chilometro per trovare un assessore di Forlì che ha la delega alla Pace e ai Diritti Umani. Segnatevi il suo nome: Raoul Mosconi. Quando diventerà celebre per aver evitato la terza guerra mondiale fra Trump e il bamboccione coreano potrete dire: “Io lo conoscevo bene”. A Ravenna tempo fa ad un suo collega avevano affidato tre deleghe: Disabili, Animali ed Extracomunitari. Che a leggere la targhetta sull’ufficio e a recitarla tutta d’un fiato non pareva neanche troppo rispettoso degli stranieri e difatti il sarcasmo dell’opposizione si sprecava. E mentre l’assessorato alle Politiche di genere ormai non fa quasi più notizia, bisogna rilevare il grande sforzo in materia profuso dai politici veneti che nei vari Comuni e Comunelli hanno letteralmente tirato fuori conigli dal cilindro: ad esempio a Spinea c’è un assessorato alla Cura dell’immagine, istituito probabilmente per essere all’altezza della illustre concittadina: Federica Pellegrini. Vi immaginate le donne? “Caro, oggi passo dall’estetista e dalla parrucchiera e poi faccio in salto in Comune a verificare se sono in regola. Ci vediamo per cena”.
A Ponzano Veneto sono correttissimi e si sono inventati l’assessore al Fair play: probabilmente anche i vigili ti multano col sorriso e se smadonni ti raddoppiano la sanzione ma ti offrono pure il caffè. A Pederobba, in provincia di Treviso, è nato l’assessore all’Armonizzazione contabile, che dev’essere un tipo che prova a fare andare d’accordo il maestro Muti con l’ex ministro Visco; a Istrana c’è l’assessore ai Rapporti con le parrocchie, roba che manda in sollucchero certi vecchi anticlericali. Da più parti, infine, vige l’assessorato all’Identità Veneta. Ostrega! Impegnativo!
Che dire poi di Vittorio Bugli, presidente della giunta regionale toscana? La sua competenza principale è quella della Semplificazione come si evince chiaramente dalle altre deleghe: Partecipazione della Giunta ai lavori delle Conferenze dei Presidenti, Stato-Regioni e Unificata, Rapporti tra la Giunta e il Consiglio regionale, Riforme istituzionali, federalismo, rapporti con gli Enti locali, Aree metropolitane e Città metropolitane, Patrimonio e sedi regionali, Partecipazione, Bilancio, finanze e tributi, Coordinamento delle partecipazioni regionali a società, associazioni, fondazioni ed altri organismi di diritto privato, Gestione del personale e relazioni sindacali, Organizzazione degli uffici regionali, Sistemi informativi, strutture tecnologiche, e-government, sviluppo della società dell’informazione, Appalti ed attività contrattuale, Privacy, Politiche per la sicurezza dei cittadini e cultura della legalità, Immigrazione, Valorizzazione e dismissione del patrimonio della Regione e delle Aziende sanitarie, in raccordo con l’Assessore al Diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria. Pare che se a Firenze chiedi del leggendario Uccs, l’Ufficio complicazione cose semplici, ti mandino proprio da Bugli.
Finita? No, in lungo e largo per l’Italia hanno sicuramente saputo fare di meglio, basta cercare un po’ sul web. Noi però ci fermiamo qui, in attesa dell’ultimo definitivo colpo di genio: l’assessorato alla Supercazzola. Prematurata.
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Commenti:
Francamente la più grande supercazzola è un sito dedicato alle mamme che irride un sindaco che ha istituito un assessorato alla vita. Le mamme dovrebbero sostenere e non deridere quest’iniziativa, che di vite ne tutela due: sia quella del nascituro che quella della mamma.
Quanta solitudine c’è in una donna che va ad abortire? Perchè non sostenere una donna che vuole abortire per aiutarla invece a dare il dono della vita che solo lei può dare? Perchè non provare anche a pensare alla Sindrome post aborto, della quale nessuno parla? Ben venga allora un assessorato di questo tipo, che magari riuscirà a fare una campagna di sensibilizzazione per aiutare le donne in difficoltà, spesso giovanissime.
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