Gravidanza e igiene orale: i consigli del dottor Fancello del Centro Dentistico Romagnolo

Nel primo trimestre di gravidanza, dal dentista, è meglio non andare mentre nel periodo immediatamente successivo è opportuno un controllo perché la gravidanza può incidere profondamente e negativamente sull’igiene orale. A spiegarlo è Efisio Roberto Fancello, medico odontoiatra del Centro Dentistico Romagnolo: “All’inizio della gestazione vengono messi in moto batteri di cui ancora non sono conosciute le conseguenze sulla mamma e sul feto – sottolinea il dottor Fancello che, dopo aver conseguito un master in Odontoiatria conservativa applicata alle nuove tecnologie, ha lavorato in Italia, Svizzera e Germania, occupandosi anche di protesi mobile e disturbi cranio-mandibolari all’Università di Zurigo -. Solo dal quarto mese, dunque, è bene fare una visita di controllo (da ripetere prima del parto) per verificare che la donna non soffra di gengivite gravidica, cosa che potrebbe rendere necessaria una seduta di igiene”.

Il suggerimento migliore, comunque, resta quello di una buona igiene dentale da tenere a casa: “La gravidanza fa produrre un ormone trofico per i tessuti gengivali, che vengono attaccati dai batteri della placca dentale – specifica Fancello -. Se a questo si aggiunge che c’è un cambiamento del metabolismo salivare, si può capire il perché, una volta che ha partorito, la donna si possa ritrovare con nuove carie, che possono anche essere causate dalle modifiche alimentari che ci sono state durante l’attesa”.

Certo è che la gravidanza troppo poco spesso viene associata a quello che succede nella bocca della donna: “A parte il divieto di lastre, se non per situazioni d’urgenza, l’attenzione ai denti è importantissima, quando una donna è incinta – precisa lo specialista -. Pensiamo, per esempio, a chi soffre di nausea e vomito. I rischi di erodere lo smalto ci sono eccome. A questo proposito, il consiglio è quello di non lavare i denti subito dopo avere vomitato, per non fissare l’acido sui denti, di sciacquarsi con acqua naturale per ristabilire il Ph salivare e di usare un collutorio al fluoro”. In ogni caso, il livello di lesione allo smalto può essere quantificato con Diagnocam, una luce laser che valuta la densità del tessuto dei denti, esame disponibile nella sede di Forlì del Centro. E dopo il parto si può passare alla ricostruzione e all’applicazione di fluoro. Fluoro che, così come non viene più somministrato ai neonati, non serve nemmeno alle gravide, secondo le linee guida ministeriali.

“Alle future mamme – conclude Fancello – è inoltre bene dire che la bocca nasce sterile e che i primi batteri che si insediano in quella del bimbo, sono gli stessi che gli ha passato la mamma. Se la donna è piena di carie e dà al piccolo il ciuccio che si è appena messa in bocca, glieli passa. Nessun allarmismo ma è bene saperlo”.

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