Musica e maternità, le storie di Elena e Jenny: “Difficile conciliazione”

Elena Pinza, in arte Len, deejay e mamma di Jacopo (foto di Giampiero Corelli)

Musica e maternità, la difficile arte di stare in equilibrio. Ci sono anche due mamme tra le storie del libro “Le tremende. Donne di Romagna dal liscio al rock e avanguardie” che per Edizioni Moderna ho curato insieme al fotoreporter Giampiero Corelli, alla sociologa di RicercAzione Doriana Togni e al fondatore di Bronson Produzioni Christopher Angiolini. Libro che verrà presentato questa sera intorno alle 21 in piazza Caboto a Lido di Classe (Ravenna) in concomitanza con l’omonomima mostra fotografica e con la serata in cui liscio e rock si incontreranno nell’inedito esperimento chiamato Orchestrina delle Tremende. 

Elena Pinza, ravennate, mamma di Jacopo, di quasi due anni, dopo il parto ha “sospeso” la sua attività alla consolle: “Ma le cuffie, al chiodo – racconta – ancora non le ho appese. Anzi, sento sempre più il bisogno di tornare a suonare. Ero una deejay e ricomincerò a esserlo”. Trentott’anni, libraia, il suo nome d’arte è sempre stato Len, dal fumetto “Video Girl Len”. Con il pancione non ha voltato le spalle alla musica, una delle due grandi passioni: “Ho suonato anche da incinta ma da quando è nato Jacopo, tra allattamento e notti in bianco, mi è capitato solo di fare una comparsata all’Hana-Bi e null’altro. Mi manca moltissimo la scarica d’adrenalina che mi dava la consolle, quella sensazione di dover sostenere un esame, quell’ansia da prestazione”. Per stare dietro ai continui aggiornamenti che il mestiere di deejay richiede, del resto, c’è bisogno di tempo: “Il pubblico chiede sempre cose nuove e bisogna stare al passo, sentendo musica e leggendo riviste. Sennò si rischia di fossilizzarsi sui cari vecchi classici, che invece non bastano”.

Jenny Burnazzi, violoncellista dei Rigolò e mamma di Emma e Brando (foto di Giampiero Corelli)

Insieme a lei, tra le mamme “tremende”, c’è la musicoterapeuta e violoncellista Jenny Burnazzi, 36 anni, anche lei ravennate, mamma di Emma e Brando di undici e sei anni. Jenny suona nei Rigolò, la band fondata dal suo compagno Andrea Carella, conosciuto nei Comaneci: “Non è sempre facile – ha raccontato – mettere insieme la parte creativa necessaria a un musicista con quella organizzativa richiesta a una mamma. La nostra casa è un po’ lo specchio di questa separazione, divisa com’è tra la zona in cui teniamo gli strumenti, facciamo le prove, registriamo e organizziamo concerti e quella dedicata alla cucina, ai bagni e alle camere da letto. Quando riascolto i nostri pezzi mi viene in mente, per esempio, che mentre incidevamo un certo pezzo, stavo anche preparando il pranzo. Bisognerebbe scrivere Jenny Burnazzi al violoncello e alle pentole“.

Il cerchio si è in parte chiuso quando la famiglia ha partecipato al progetto “Sei pezzi facili”, uno spettacolo commissionato dall’associazione Effetto K per il teatro di Anghiari, la città dell’autobiografia: “Hanno chiesto a me e Andrea di raccontare la nostra storia d’amore attraverso sei canzoni che ci rappresentassero. Il bello è che Emma ha cantato ‘Volta la carta’ di De André, perché è la preferita di Brando”.

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