“Noi adulti ci arrabbiamo per tutto, resta sempre bambina”

23 febbraio 2017 0 commenti

Bambini felici in filaEcco, il consiglio giusto è che se hai la salute, in fondo, hai tutto.
Perché, se ci pensi, a volte basta un semplice mal di testa e una giornata che poteva essere divertente diventa brutta.
E purtroppo te ne rendi conto solo quando stai male.
Dovremmo imparare a svegliarci e dire Che bello, mi sento bene e sono in salute. Dovremmo imparare a fare il pieno di bello per quando arriveranno le cose spiacevoli.
E sai quando ci accorgiamo che stiamo bene?
Quando pensiamo ad altro.
Si pensa, per esempio, all’amore.
Questo parolone serve a dire che non si è mai contenti.
Io lo amo ma per lui sono invisibile. Lui è ai miei piedi ma a me piace essere messa alla prova.
Lui non cambia mai e io vorrei un uomo diverso.
Lui non è più quello di una volta, non lo voglio più perché è un uomo diverso.
Oppure si pensa ai soldi.
I soldi non sono mica tutto. Non fanno la felicità, però meglio avercene.
Perché se hai i soldi vai in vacanza, cambi la macchina, esci a cena tutte le sere e se arriva la guerra ti compri un bunker.
Vorremmo averne tutti di più, sempre di più.
Vedi, come siamo fatti, amore mio?
Viviamo perennemente in preda a questa ansia da qualcosa che ci manca o che non possiamo governare.

A noi grandi fanno paura sia le cose che non possiamo decidere, sia quelle che possiamo decidere noi.
E allora ci arrabbiamo.
Ci arrabbiamo per il selfie sfuocato, la connessione che salta, il buco nella calza.
Per il mutuo da pagare, la multa da autovelox, la tonsillite del venerdì sera.
Per la Juve che ruba, i politici che rubano, un brutto voto a scuola.
Per i terroristi, la guerra nucleare, il buco dell’ozono, gli asteroidi impazziti.
Ci arrabbiamo per tutto.
Tu non devi arrabbiarti, se non ti prendo le figurine.
Tu non devi essere adulta.
Devi rimanere bambina. Finché puoi.


Mauro Di Nuzzo nel tempo libero lavora in banca e, in veste di papà, frequenta parchi, dove ha raggiunto una certa popolarità per la spinta combinata di altalene e resistenza alla noia. Da quando ha imparato a scrivere non ha mai smesso di farlo. Se avete voglia di leggerlo ancora lo trovate sul suo sito: www.papaconlaccento.it

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