Gioco d’azzardo, in Emilia-Romagna giovani meno dipendenti

24 gennaio 2017 0 commenti

slot machine, gioco d'azzardoIn Emilia-Romagna, il 22,7% della popolazione tra i 15 e i 64 anni riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta nel corso del 2016. Tra questi, il 4,4% è a rischio – moderato o grave – di dipendenza. Ed è proprio per contrastare, prevenire e ridurre questo pericolo che la Regione ha rafforzato la propria normativa in tal senso, dopo che, prima in Italia a farlo, già nel 2013 aveva approvato una legge specifica sul tema. Due mesi fa, infatti, c’è stato il via libera al Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili, con l’obiettivo di dire no alle mafie, legge che fra le altre misure introduce il divieto di installare apparecchi per il gioco d’azzardo entro una distanza di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto, cioè quelli più frequentati dai ragazzi.

Lo ha sottolineato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, intervenendo ieri alla presentazione della prima indagine realizzata dall’Osservatorio “Young millennials monitor” di Nomisma sumotivazioni e approccio dei giovani verso il gioco d’azzardo. E anche se l’indagine ha rilevato in Emilia-Romagna una propensione al gioco, tra i giovani della fascia d’età 14-19 anni, inferiore rispetto al Centro e Sud Italia, “l’attenzione resta alta, soprattutto per i soggetti più vulnerabili, e quindi anche giovani e giovanissimi. A maggior ragione come Conferenza delle Regioni proseguiremo il nostro lavoro per arrivare a un’intesa con il Governo sul gioco d’azzardo”.

Bonaccini ha poi ricordato anche il bando regionale, da poco chiuso, che assegna ai Comuni 150mila euro per progetti che valorizzino gli esercenti che scelgono di non installare macchine per il gioco d’azzardo nei loro locali e che, pertanto, aderiscono al marchio etico “SlotFreeER” voluto dalla Regione, annunciando che i fondi raddoppieranno con il prossimo bando, passando a 300mila euro.

Le persone che nel 2015 si sono rivolte ai servizi per le dipendenze delle Aziende Usl dell’Emilia-Romagna per dipendenza da gioco d’azzardo sono state 1.310 (ultimo dato disponibile). L’utenza è in prevalenza di sesso maschile e la fascia di età più rappresentata è quella tra i 41 e i 50 anni.

Per quanto riguarda il trattamento della dipendenza da gioco d’azzardo sono attivi in in Emilia-Romagna, nei Servizi per le Dipendenze patologiche di ogni Ausl, punti di accoglienza, valutazione e trattamento dei giocatori patologici e dei loro familiari. E’ attiva anche la sperimentazione di un servizio residenziale breve specifico per giocatori (“Progetto Pluto”) gestito dal Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, che opera con due sedi situate rispettivamente in provincia di Reggio Emilia e di Modena. Inoltre, la Regione ha sottoscritto un protocollo di collaborazione con le Associazioni Giocatori Anonimi e GamAnon- familiari di giocatori, riconoscendone il ruolo di risorsa nel sistema di cura dei giocatori patologici e delle loro famiglie.

 

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