Il progetto del Comune di Faenza di “impiegare” gli alunni over 16 sospesi da scuola in attività con anziani e disabili piace anche fuori dal territorio. L’idea, infatti, è che la sospensione classica, laddove l’alunno resta a casa per un tot di giorni, sia tanto oltrepassata quanto inutile.
E a dirlo è Patrizia Ravagli, che oltre ad essere la preside del liceo classico di Ravenna, ha anche la reggenza – come dirigente scolastica – dell’Istituto professionale Olivetti-Callegari: “Il problema di come sfruttare in modo positivo il periodo della sanzione disciplinare è reale e poco risolvibile. Anni fa ragionammo con la Provincia intorno all’idea di fare ‘lavorare’ i ragazzi, magari utilizzandoli in attività socialmente utili. Ma fu molto difficile trovare gli interlocutori giusti e il progetto non andò in porto. Sarà brutto da dire ma chi si prende la responsabilità degli studenti, chi li vuole?”. Eppure il progetto faentino, per Ravagli, è l’unica strada possibile per non svuotare di senso la sospensione: “In certi casi, quando sospendiamo un ragazzo, proviamo a tenerlo in biblioteca o a fargli fare qualche lavoretto per l’istituto. Ma non avendo risorse, è difficile fare qualcosa di davvero strutturato e costruttivo. E la sospensione diventa perfettamente inutile”.
Stesso parere per Milla Lacchini, dirigente del Polo tecnico professionale di Lugo, che racchiude “Stoppa, “Marconi”, “Compagnoni” e “Manfredi” per un totale di 1400 studenti e che, al contrario, dal 2012 ha un progetto simile a quello faentino: “Quando i genitori sono d’accordo, spediamo gli alunni sospesi a fare esperienze in strutture assistenziali. Sono esperienze dalla forte valenza educativa, che li responsabilizzano”. E secondo la preside, i risultati si vedono: “Quando i ragazzi, finita la sospensione, tornano nei centri dove hanno ‘lavorato’, significa che hanno instaurato legami, toccato con mano la sofferenza, ragionato sulle proprie azioni. Del resto, quando sospendiamo, non vogliamo punire ma rieducare. Solo così possiamo dire di avere vinto”.
In questo articolo ci sono 0 commenti
Commenta