Vaccini obbligatori al nido. Mamma scrive al sindaco di Bertinoro: “Sopruso”

24 dicembre 2016 5 commenti

vaccino bambiniUna mamma di Bertinoro scrive al sindaco Gabriele Antonio Fratto per dire no all’obbligatorietà dei vaccini come requisito per l’accesso ai nidi. Novità introdotta un mese fa dalla legge della Regione Emilia-Romagna che riforma i servizi educativi.

Noemi Zucchi, due figli, non si ritiene un’antivaccinista, “etichetta molto amata dai media e da certi medici” ma ritiene – ha scritto – “che i vaccini possano essere utili e, in determinate situazioni, non mi esimerei dal sottopormici io stessa”. D’altro canto, però, “nessuno può negare che l’inoculazione dei vaccini possa avere conseguenze anche molto gravi. In Italia esiste da quasi 25 anni una legge che consente il risarcimento a tutti coloro che subiscono danni in seguito ad un vaccino, quindi il legislatore stesso ha preso atto di questa possibilità. Del resto, i foglietti illustrativi degli stessi vaccini (che generalmente le Aziende Sanitarie non consegnano ai genitori nel momento della pratica vaccinale ma che possono fornire su richiesta) sono piuttosto espliciti a questo riguardo”.

Ecco perché, anche alla luce della sentenza del 1990 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato come “un trattamento sanitario può essere imposto solo nella previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato”, Zucchi è assolutamente convinta che inserire come condizione necessaria all’inserimento negli spazi educativi e ricreativi l’essersi sottoposti alla pratica vaccinale rappresenti “un vero e proprio sopruso”.

Rispetto alle quattro malattie coperte dai vaccini obbligatori – poliomelite, difterite, tetano ed epatite B – la donna sottolinea che “non c’è alcuna epidemia in corso, nessuna emergenza, come a volte giornali e tv vorrebbero farci credere”.

Noemi Zucchi

Noemi Zucchi

Ma i punti contestati, nello specifico, sono anche altri: “Attualmente non è possibile fare solamente i quattro vaccini obbligatori. Normalmente ai neonati viene proposto il vaccino esavalente, che contiene anche pertosse ed emofilo B. Al momento, con tre diverse iniezioni, sarebbe possibile effettuare solamente i vaccini singoli di poliomelite, tetano ed epatite B. Il vaccino antidifterico è prodotto solamente da alcuni stati europei ma in Italia non è disponibile, quindi il genitore che volesse vaccinare il proprio figlio per i soli quattro obbligatori al momento non potrebbe farlo“. Senza contare, scrive Zucchi, che “l’obbligo vale per i bambini, ma non per gli educatori e tutto il personale che verrebbe in contatto con loro, per non parlare dei genitori, dei nonni, dei fratelli, delle babysitter che entrassero nelle strutture”.

E l’obiezione continua sul fronte dei bimbi immunodepressi: “Ammesso che possano stare fuori da un reparto di ospedale, non potrebbero comunque frequentare il nido, perché per loro sono pericolosi tutti i virus, tutti i batteri, non solo quelli contenuti nei quattro vaccini che si vorrebbero imporre. Per un bambino immunodepresso è sicuramente più pericoloso uno streptococco, comunissimo nelle comunità infantili ma di cui il vaccino nemmeno esiste, rispetto alla poliomelite, con la quale mai verrà comunque in contatto”.

Per entrare nel locale poi, “questa norma risulterebbe ancora più assurda, poiché escluderebbe solamente alcuni bambini del nido ma non riguarda quelli della materna, che pure condividono gli stessi spazi, con buona pace della cosiddetta copertura di gregge. In pratica si finirebbe per escludere alcuni bambini dalle comunità con un atto discriminatorio, senza che ve ne siano le ragioni e senza proteggere chicchessia”.

La lettera di Noemi, inviata il 17 dicembre scorso, non ha ricevuto risposta.


Silvia Manzani è giornalista professionista, ha lavorato per diverse testate locali. E' anche educatrice di asilo, ha due lauree e un'agenda di contatti da fare invidia a un pr. Cura i contenuti editoriali di romagnamamma.it. Per contattare Silvia, scrivi a silvia@romagnamamma.it

Commenti:

  1. Stefania scrive:

    Aggiungerei alle obiezioni di Noemi, che condivido a pieno, che sarebbe più utile legiferare sull’educazione a un corretto stile di vita e di alimentazione. Dovrebbero obbligare le scuole a fare più attività all’aperto, a potrare fuori i bambini ogni giorno o almeno più volte a settimana. A prendere aria e sole, ben coperti, ma a cielo aperto. Dovrebbero obbligare le asl a proporre menù più sani, con maggiori porzioni di legumi e verdura e meno carni e formaggi. Dovrebbero vietare dolci e caramelle e insegnare a cercare nei frutti tutta la dolcezza della natura.Questo nell’ottica di educare alla salute, fisica, psichica e alimentare fin da piccoli. Poi a casa propria ognuno è libero di avvelenarsi come meglio crede. Tuttavia la salute parte dall’avere cura del corpo e del carburante (cibo, acqua, aria, sole) con cui lo facciamo funzionare.

    1. Mary scrive:

      Assolutamente concorde con quanto hai scritto Stefania!

  2. Maria scrive:

    C’è in atto un abuso sospetto dell’uso dei vaccini che non rispetta l’individuo e usa l’arroganza per raggiungere lo scopo e offende l’intelligenza

  3. Giuseppe scrive:

    Un concentrato di insensatezze frutto di manifesta incompetenza

  4. Gabriella scrive:

    Io ancora non capisco perché non si fanno degli asili apposta per i bambini non vaccinati??? Forse avete troppa paura di vedere la differenza????

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