Appello di una mamma al buonsenso: “Bimbi rimandati al nido ancora malati”

Sarà colpa del certificato medico per le assenze lunghe, che in Emilia-Romagna non è più obbligatorio per il rientro? Del buonsenso dei genitori, che a volte rimandano al nido i bambini non perfettamente guariti? O del fatto che troppi giorni di assenza creano problemi organizzativi e di conciliazione alle famiglie? Tutti e tre, forse. Fatto sta che quello di Lucia (nome di fantasia), una mamma di Ravenna, è un appello che coglie il senso di un problema molto sentito: bimbi che non stanno bene mandati lo stesso all’asilo, che mettono di continuo a repentaglio la salute degli altri.
asilo nidoLucia, dalle sue parole pare che al nido sia anarchia. In che senso? 
“Nel nido frequentato da mio figlio, ne vedo un po’ di tutti i colori: dai bimbi dimessi per la gastroenterite che dopo meno di 48 ore sono già all’asilo, mosci e inappetenti, fino a quelli che non vengono nemmeno portati dal pediatra ma continuano a frequentare con raffreddori e tosse fortissimi. Una mancanza totale di responsabilità e di rispetto: nei confronti del bambino e della comunità a cui appartiene”.
Non tutti, però, hanno nonni e possibilità di rimanere a casa. Come la mettiamo?
“Un problema comune. Mio figlia è spesso ammalato. Questo è il suo primo anno e sta prendendo di tutto. Anche per noi organizzarci è delirante: i nonni sono anziani e non sempre disponibili, sia io che mio marito lavoriamo. Facciamo i salti mortali per riuscire a rimanere a casa con nostro figlio: ferie, permessi non retribuiti. E intanto continuiamo, come tutti, a pagare il nido. Questo non giustifica nulla, però: sulla salute dei bambini non si scherza. Senza contare che, l’effetto di mandare i figli al nido anche se non stanno bene, è quello di un’ecatombe: educatrici e dade che si ammalano, genitori che vengono contagiati. Un disastro”.
Reintrodurre il certificato obbligatorio cambierebbe le cose?
“Solo in parte, visto che era previsto solo per le assenze lunghe. Qui il problema sta nell’intelligenza delle persone. Vedo bambini rimandati al nido dopo poco dalle dimissioni. E poi rimandati a casa perché stanno male. Non sarebbe meglio curarli un po’ più a lungo?”.
Sente malumori anche tra il personale?
“Sì, il personale ha le mani legate: ho sentito racconti assurdi sui genitori che chiamano al nido per segnalare che il bambino, dimesso per il vomito, non ce l’ha più. O che la febbre è passata. Siamo arrivati a mettere in discussione anche la buona fede della maestre che chiamano i genitori perché i bimbi stanno male, quando invece dovremmo solo ringraziarle per essere così attente alla salute dei nostri piccoli”.

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Commenti:

  1. Nel nido dove andava mio figlio si è visto di peggio, mamme che davano tachipirina e nurofen ai bambini e li portavano così ammalati…adesso alla scuola materna non posso dire che le cose siano cambiate…purtroppo a me e alle vere mamme tocca prenderci le ferie (quando si può, perché non sempre sono accettate) o pagare la baby-sitter…cosa dire? Non so sinceramente cosa si potrebbe fare per cambiare le cose…non parlo del rispetto nei confronti degli altri … non riesco a capire come una mamma o un papà può mandare il proprio/a figlio/a in questi condizioni al nido/scuola

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