Ospedale di Faenza, stop ai cesarei programmati. Il comitato: “Disservizio per le mamme”

Basta cesarei programmati e induzioni di parto. Nel reparto di Ostetricia dell’ospedale di Faenza, dall’inizio di agosto, le future mamme che non possono partorire fisiologicamente vengono mandate in altri ospedali: Ravenna, Forlì, Cesena o Imola a seconda dei casi.

neonato in sala partoUn dietrofront che secondo Luca Gaudenzi, referente del Comitato “Giù le mani dalla pediatria” che non segue più solo i tagli dell’omonimo reparto, spalancherà le porte alla chiusura definitiva dell’Ostetricia, attesa per i prossimi mesi. La preoccupazione è che spostare cesarei e induzioni altrove possa far crollare drasticamente il numero dei parti, in modo da giustificare ulteriori tagli: “Nel 2015, a Faenza, sono stati registrati 710 parti. Per il 2016 ne sono stati previsti 650. Ma se già da agosto molte gestanti vengono trasferite in altri ospedali, si potrebbe addirittura finire sotto il tetto dei 500, sotto il quale la Regione Emilia-Romagna non fa deroghe, contrariamente a quanto avviene se un reparto si colloca tra i 500 e mille parti all’anno”.

Gaudenzi trova che la questione sia paradossale: “Come comitato avevamo chiesto addirittura di portare l’epidurale a Faenza, sperando di aumentare il numero di parti. E ora ci troviamo davanti a queste disarmanti notizie. Senza contare i disservizi provocati alle mamme, visto che l’ospedale di Faenza serve un bacino territoriale molto ampio, che comprende alcuni comuni come Modigliana e Tredozio, anche se ricadono sotto la provincia di Forlì”.

E il disagio lo vive anche V.R., una ragazza di Castel Bolognese che partorirà il suo secondo figlio in febbraio: “Sono seguita da un ginecologo dell’ospedale di Faenza. Dello stop ai cesarei programmati ne sono venuta a conoscenza grazie a un’amica che era appena uscita da una visita e ha visto donne sconsolate dalle ultime novità. Io, con tutta probabilità, dovrò sottopormi a un cesareo programmato. A questo mi chiedo se non sia meglio cambiare medico e sceglierne uno dell’ospedale in cui avrò la possibilità di partorire. Peccato che questi cambiamenti, che per le mamme sono così importanti, non vengano comunicati per le vie ufficiali”.

La futura mamma, però, ci vede anche il rovescio della medaglia: “Centralizzare potrebbe anche essere più utile e sicuro nell’ottica di avere più servizi, anche se lontani. Come la disponibilità della Neonatologia. Bisogna valutare un po’ tutto”.

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Commenti:

  1. Evvai altra notiziola….tutto questo per non arrivare “volutamente” al numero di parti necessari per tenere ancora in vita il reparto di ostetricia di Faenza…complimenti!!! Quindi stop ai cesarei e in piu’ l’ordine di trasferire a Ravenna le donne con complicanze di vario genere….anche le piu’ piccole!! Insomma l’intenzione di tenere il reparto operativo “c’era”….se ovviamente si fosse arrivati al numero di parti previsto…tanti bei discorsi alla riunione in comune a Faenza….e poi alla fine girandola in questo modo fanno il loro interesse….e lo sapevano fin dall’inizio!!!…tutto a Ravenna e Faenza e Lugo chiuderanno inevitabilmente!!

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