Prove Invalsi: in Gran Bretagna è partito il maxi-boicottaggio

scuolaE’ vero, in Gran Bretagna non si chiamano esattamente prove Invalsi come da noi (a proposito, da domani tocca alle elementari: auguri!) ma il succo, più o meno, è quello. Si di tratta di test scolastici destinati ai bambini delle scuole elementari che anche oltre Manica non godono di un consenso plebiscitario fra genitori, insegnanti e presidi. Ma soprattutto fra i bimbi. Il motivo? Sono ritenuti troppo difficili e stressanti per i piccoli alunni che in non pochi casi avrebbero manifestato delle vere e proprie crisi di ‘ansia da prestazione’. Per questo motivo su Facebook è partita la campagna “Let our kids be kids” (Lasciate che i bambini facciano i bambini), una vera e propria azione di boicottaggio che oggi, in occasione dei test si è tradotta in migliaia di assenze da scuola.

Le circa 40mila adesioni raccolte nelle scorse settimane hanno portato ad una protesta di massa, un vero e proprio ‘sciopero’ dei bambini contro le odiate prove di matematica e di inglese previste all’inizio e al termine del primo ciclo di istruzione (a 5-6 anni e a 10-11 anni), considerate inutilmente nozionistiche e recentemente riformate. Proprio questo cambiamento ha scatenato le critiche dei genitori i quali rivendicano il diritto ad un’infanzia serena per i propri figli, (a loro dire) terrorizzati dai test. Così è scattata la ‘controprova’: tra chi protesta oggi in molti hanno programmato gite all’aria aperta con i propri figli. Anche se l’assenza da scuola senza una valida motivazione potrebbe costare molto cara: in Gran Bretagna è prevista una multa fino a 120 sterline. Sanzione che in non pochi casi non sarà neanche presa in considerazione, dal momento che si prevede che i docenti non segnalino le assenze. Mica per altro: i test non piacciono neanche agli insegnanti…

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