Forlì, il babbo-allenatore picchia l’arbitro

bambini calcio ammonizioneAncora un episodio di violenza nel calcio giovanile. Ancora protagonista un genitore, con l’aggravante che stavolta il padre colpevole è pure allenatore. L’ennesima vicenda a conferma che questo affascinante ‘giuoco’ (come da denominazione ufficiale), ha un urgente bisogno, fin dalla ‘base’, di mettersi al passo degli sport dove vengono rispettate regole, fair play nonché i più elementari principi di convivenza, tolleranza e civiltà.

Quello che fa male è che tutto si sia verificato non in qualche landa desolata abbandonata dalle istituzioni ma nella ricca ed efficiente Romagna. Sì, proprio nel nostro territorio. Per la precisione a Santa Sofia durante la partita fra la squadra locale e la Scott Due Emme di Mercato Saraceno. E’ successo giovedì 24 marzo durante l’incontro valido per la categoria juniores provinciali: ragazzini di 17 anni arbitrati da un direttore di gara poco più grande: il forlivese Erjon Qoli, 20 anni.

E’ stata proprio una decisione presa da Qoli a dare il via a un’aggressione vergognosa che ha coinvolto figlio e padre. Il primo è stato espulso mentre il secondo ha deciso di ‘vendicarlo’ anche nella sua veste di allenatore. Il referto parla di “due pugni al viso, scagliati da breve distanza, con espressioni offensive“. Il poveretto è finito al pronto soccorso mentre i suoi aggressori si sono presi cinque giornate di squalifica (il figlio, ritenuto colpevole per aver spintonato e offeso l’arbitro) e quattro anni (il padre). Naturalmente sono subito cominciati i distinguo a difesa di una famiglia giudicata “normale” e “corretta” e sarebbero spuntati anche testimoni a fornire una versione diversa dei fatti per un eventuale ricorso. E ti pareva: è tutto un equivoco.

In questo articolo ci sono 0 commenti

Commenta

g