Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei, problemi compresi

bambina che fa i compiti, scuolaIl tratto pesante potrebbe evidenziare uno stato di tensione, quello tremolante un problema fisico e se invece il rigo ha un andamento rivolto verso l’alto un segno di esuberanza. Di questo e di tanto altro si parlerà mercoledì 17 febbraio alle 17 alla Sala Buzzi (viale Berlinguer, 11, Ravenna) con la dottoressa Maria Germana Azzarello, grafologa rieducatrice della scrittura, che condurrà un incontro dal titolo: “I segnali di allarme nella scrittura degli adolescenti” in collaborazione con l’ Associazione A.N.G.Ri.S. (Associazione Nazionale Grafologi Rieducatori della Scrittura).
Dottoressa Azzarello, che cos’è la grafologia? 
“E’ una tecnica che coglie alcuni aspetti cognitivo-temperamentali delle persone attraverso i segni della grafia. Si tratta di un’indagine finalizzata a comprendere il funzionamento comportamentale di un individuo attraverso il suo modo di scrivere, in particolare mediante il tratto grafico. Attraverso i segni della scrittura si possono percepire alcuni segnali di allarme in una persona che magari sta attraversando un momento critico, oppure questi segni possono essere l’espressione di un disagio più duraturo. Ad esempio certe strutture possono essere sinonimo di insicurezza, disorientamento, poca autostima, debolezza fisica o incapacità di affrontare un problema”.
E come è possibile che tutto ciò si rifletta sulla scrittura?
“Nel momento in cui la scrittura è stata assimilata, diventa un gesto automatico e proprio per questo un’espressione veritiera del nostro modo di essere e di rapportarci a noi stessi e al mondo”.
Ci può fare degli esempi concreti?
“Una scrittura con tremiti potrebbe essere sinonimo di ansia, di un malessere fisico o più in generale di una mancanza di energia; un tratto troppo pesante può essere indice di tensione muscolare; un cambio di scrittura repentino all’interno della stessa pagina, ad esempio, potrebbe far pensare a una certa disomogeneità, a un ‘immagine di sé poco stabile. E’ importante inoltre prendere in considerazione anche l’uso che si fa dello spazio grafico, se si scrive in maniera ordinata, sul rigo, utilizzando tutto lo spazio, oppure solo una parte”.
E queste indicazioni valgono anche per i bambini e gli adolescenti?
“Specialmente nella fascia elementare la scrittura non è completamente ‘grafologabile’ e solo alcuni aspetti possono essere interpretati, perché ci troviamo in una fase in cui si sta ancora imparando a scrivere e la scrittura non è ancora diventata un processo automatico. Per quanto riguarda gli adolescenti, sui quali mi soffermerò nell’incontro di mercoledì, la grafologia può dare delle informazioni più attendibili”.
Quali sono le caratteristiche grafiche che riscontra maggiormente nei bambini e negli adolescenti?
“Soprattutto i bambini tendono a scrivere grande, a occupare lo spazio sia dentro che fuori le righe, questo è un segno della loro crescita e del loro sviluppo, in un certo senso della ‘conquista dello spazio’ intorno a loro. Alcuni tendono a scrivere in maniera molto fitta e questo potrebbe non essere un segnale positivo, in quanto evidenzierebbe una ‘restrizione’ o una autolimitazione. Chi ha una scrittura ascendente, quindi rivolta verso l’alto, potrebbe essere una persona intraprendente e grintosa, chi invece è caratterizzato da strutture grafiche discendenti potrebbe avere poca energia e tendere verso l’introversione. Un tratto discendente in un adulto, invece, potrebbe essere sinonimo di depressione o comunque di un disagio più o meno importante”.
Esiste una grafia ideale?
“Non esiste una grafia ideale, in quanto ognuno vi apporta le sue specificità. La grafia è come un’impronta genetica, rappresenta l’espressione della propria individualità. Di certo ci sono delle caratteristiche  che ci fanno pensare a una scrittura armoniosa e di conseguenza a una persona  stabile, come quella elastica, fluida, personalizzata e dove l’energia e la forza vengono usate in maniera equilibrata.”
Chi si rivolge a lei per un’interpretazione della propria grafia?
“Si rivolgono a me per un’indagine grafologica quei genitori che sono preoccupati di alcuni cambiamenti che hanno notato nei loro figli. Molti si accorgono proprio del fatto che qualcosa non va perché la loro scrittura cambia, diventa più nervosa, frettolosa e caotica. Altre persone invece sono spinte dalla curiosità nei confronti di questa disciplina molto intrigante”.
Come funziona un incontro?
“Prima di tutto sono necessarie informazioni sull’età, il sesso, sul tipo di lavoro o scuola frequentata, sugli hobby, sulle proprie aspirazioni. Se per scrivere si usa la mano destra o sinistra e poi si chiede di scrivere un’intera pagina, 25-30 righe, nella quale si può raccontare la propria giornata, un viaggio, scrivere una lettera o qualsiasi altra cosa. L’analisi della scrittura è un processo lungo e complesso che necessita di tempo, quindi è necessario un periodo di tempo adeguato, 15-20 giorni, prima di rivedere l’interessato per la restituzione. Lo scopo è fornire alla persona qualche strumento in più per comprendere se stesso e il proprio comportamento, è un invito alla riflessione per un cambiamento nella direzione di un progresso positivo, in senso umanistico”.
E dopo che cosa si fa?
“Quando si tratta di un problema grafo-motorio e la scrittura è illegibile, oppure faticosa o addirittura dolorosa, a volte il braccio o la spalla, a causa della tensione, possono procurare dolore, si inizia intervenendo sul piano motorio, con controllo della respirazione e allungamenti, poi con una rieducazione grafica che parte dai pregrafismi fino alla ricomposizione della scrittura. Quando invece un certo tipo di grafia è un sintomo di un disagio più generale e profondo si può lavorare insieme ad altri professionisti come lo psicologo, il logopedista o lo psicomotricista”.

La dottoressa Maria Germana Azzarello ha aperto uno Sportello informativo sulle difficoltà grafo-motorie rivolto a genitori e insegnanti di bambini e alunni con difficoltà di scrittura a Casa Vignuzzi (via San Mama, 175, Ravenna) e sarà disponibile ogni primo martedì di ogni mese fino a giugno, in collaborazione con l’ Associazione A.N.G.Ri.S.

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