Incidenti domestici: “Quando un papà ustionò i genitali di sua figlia con la soda”

pronto soccorso incidenteLa lista degli incidenti domestici, piccoli e grandi, che possono accadere ai bambini, è tanto lunga quanto imprevedibile. Ne è consapevole Doretta Chendi, che ha lavorato per oltre trent’anni nella Chirurgia pediatrica ospedaliera di Ferrara, vivendo quotidianamente nel Pronto soccorso pediatrico, in sala operatoria, in Neonatologia e in Pediatria. La dottoressa condurrà l’incontro “Bimbi e incidenti domestici: prevenzione e primo intervento” in programma sabato 23 gennaio al Centro Demetra ARTeBIOS di Lugo (via Vincenzo Giardini 11, dalle 10 alle 12).
Dottoressa, qual è il caso più sconvolgente che le è capitato durante tutti questi anni di lavoro?
“Senz’altro la bimba cinese alla quale il papà ha causato un’ustione dei genitali, durante il cambio del pannolino, con la soda caustica, che per sbaglio era stata messa nel contenitore del talco. Un caso che per molto tempo ha lasciato noi medici storditi. Ho rivisto la ragazzina, di recente: oltre alle sei settimane di ricovero che si sono rese necessarie dopo il fatto, ha avuto bisogno di un piccolo intervento di ricostruzione plastica. Ma per fortuna sta bene”.
Ci sono incidenti che, invece, sconvolgono bambini e genitori ma sono davvero di poco conto?
“Il classico ditino schiacciato nel cassetto o nella porta, dopo il quale i bimbi strillano come matti magari perché è saltata l’unghia e le mamme vanno nel panico, dimenticando di usare subito l’acqua fredda”.
Ci sono distrazioni molto ricorrenti?
“Sicuramente la cucina è una zona della casa a rischio. Ricordo una ragazzina pachistana intenta a preparare la cena ai fratelli. Una delle sorelle prese il manico della pentola in cui bolliva il brodo e si ustionò mento e collo”.
Sulle ustioni ci sono errori grossolani da non fare?
“Mettere l’olio, rompere le vescicole. Ma ci sono tanti luoghi comuni da sfatare anche sugli altri incidenti: il classico cotone idrofilo per fermare il sangue che sgorga da una ferita costringe a volte a dover ricorrere all’anestesia locale per rimuovere i fili. Basterebbe un po’ più di attenzione per evitare, insomma, ulteriori strascichi”.
Come nel caso del soffocamento?
“Esatto. C’è ancora l’idea che se il bimbo inghiotte o inala prodotti nocivi o che lo soffocano, bisogna somministrare dell’acqua o metterlo a testa in giù, quando invece è necessario e urgente piegarlo sulle ginocchia e ricorrere alle manovre salvavita. Per questo darò ai genitori un semplice portuario che non li lasci impreparati davanti a emergenze simili”.
Da cosa dipendono, generalizzando, gli incidenti più frequenti che avvengono in casa?
“Dalla fretta, dal fatto che siamo sempre di corsa e perciò disattenti. Pensiamo alle cassette della frutta lasciate sul balcone, possibili scalini per i bambini. O al pistacchio lasciato nella ciotola quando si hanno ospiti. O ai detersivi messi nelle bottiglie dell’acqua. Ma anche, più semplicemente, alla mancanza della rete antiscivolo sotto il tappeto. Gli incidenti capitano con la nostra buona fede, ci mancherebbe. Ma si potrebbero molto spesso prevenire”.

L’evento, gratuito, è aperto a un numero massimo di trenta persone (genitori, nonni, futuri genitori e, comunque, persone dedite all’assistenza dei bambini). Ci sarà ampio spazio per rispondere alle domande del pubblico, che potrà inviare anticipatamente quesiti all’indirizzo comunicazione@ambulatoridemetra.it o alla pagina facebook del Centro Demetra ARTeBIOS.

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