Vietato ammalarsi a Natale: ambulatori dei pediatri aperti solo per quattro giornate

bambino dal dottore, pediatraVietato ammalarsi a Natale o giù di lì. Il calendario delle vacanze, quest’anno, non pende infatti a favore dell’apertura degli ambulatori dei medici di base e dei pediatri di libera scelta. Essendo chiusi nelle giornate pre-festive, i dottori saranno irreperibili – almeno in Emilia-Romagna – per moltissime giornate: per l’esattezza il 24, 25, 26 e 27 dicembre, poi dal 31 dicembre al 3 gennaio, infine il 5 e 6 gennaio.

Giorni di stop che si aggiungono al ponte dell’Immacolata, quando i pediatri e i medici sono rimasti chiusi dal 5 all’8 dicembre. Chi ha avuto bisogno, genitori in primis, si è trovato davanti al bivio: fare la fila al pronto soccorso o aspettare il 9? È il caso di F.L., un papà di Ravenna il cui figlio di otto mesi, lunedì scorso, aveva la febbre a 38 e mezzo: “Ho provato a chiamare l’ambulatorio della pediatra di mio figlio ma né lei, né le altre tre dello stesso studio c’erano. Per fortuna il bambino era abbastanza attivo, mangiava e ha riposto subito all’antipiretico. In caso contrario, sarei stato costretto a portarlo al pronto soccorso, con il rischio che, stazionando lì per ore, contraesse qualcos’altro. Credo che il discorso sia ancora più importante per bambini sotto i due anni di età, una fascia nella quale la sintomatologia di molte malattie è molto sfumata e difficile da decifrare”.

Anche F.B., una mamma di Ravenna, è convinta che le cose siano da cambiare. Nello studio pediatrico che segue i suoi due figli di quattro e due anni si è sempre trovata bene. Il sabato mattina, oltretutto, se ha bisogno trova aperto per una consulenza telefonica, con la possibilità di fare visitare i figli entro le 11. Il problema, secondo lei, è invece più complesso: “Sulla questione calendario a mio avviso la lacuna è a monte. O si strutturano diversamente i turni coprendo anche tutti i festivi in generale, oppure serve una guardia medica pediatrica, per le esigenze di routine che non possono essere rimandate ma che non costituiscono urgenze. In due parole, se è vero che l’antibiotico lo deve prescrivere il medico, è sbagliato che per una brutta influenza si debba stazionare anche 5 ore nella sala d’attesa del pronto soccorso dove giustamente danno la precedenza ad altro”.

Le Asl della Romagna, per far fronte alla chiusura prolungata, stanno cercando di potenziare il servizio di continuità assistenziale (l’ex guardia medica) in funzione durante le ore notturne e nei giorni prefestivi e festivi, per problemi di salute che hanno carattere d’urgenza. E aperta in maniera indifferenziata a grandi e piccoli. A Ravenna, per esempio, nelle giornate del 5, 6, 7, 8, 24, 25, 26, 27, 31 dicembre e 1,2,3 gennaio saranno aperti due ambulatori di assistenza primaria all’ospedale, in orario 8-20. A Faenza, invece, è prevista l’apertura dalle 8.30 alle 14.00 e dalle 14.30 alle 18.30 dell’ambulatorio di assistenza primaria di via Golfieri nelle giornate del 5, 6, 7, 8, 24, 25, 26, 27, 31 dicembre e 1,2,3 gennaio. Stessa formula a Lugo, nell’ambulatorio di assistenza primaria dell’ospedale. A Cervia, invece, dalle 15 alle 18 rimarrà aperto l’ambulatorio del presidio sanitario San Giorgio nelle stesse giornate. Ovviamente, per un genitore alle prese con un bimbo che sta male, poter parlare direttamente con il proprio pediatra o accedere all’ambulatorio è un altro paio di maniche.

 

Alla lista dei potenziali disservizi, si aggiunge anche lo sciopero nazionale dei medici pubblici indetto per mercoledì 16 dicembre. Gli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta che aderiranno allo sciopero resteranno chiusi per l’intera giornata.

 

 

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