Il sogno della piccola Nour: una casa dopo l’albergo sociale

albergo sociale mamma
Chafika Moudded

Il disegno di sua figlia Nour parla chiaro: raffigura una casa. E altro da spiegare non c’è. Chafika Moudded ha trent’anni, due bambine di tre e sei, una stanza dotata di tre letti e una piccola cucina all’albergo sociale di via Torre a Ravenna, una delle soluzioni che Comune e servizi sociali hanno messo sul piatto per fronteggiare la piaga dell’emergenza abitativa. Gli occhi le diventano lucidi quando racconta la sua storia. Una storia di sconfitte graduali che oggi la costringono a vivere sola con le figlie, condividendo spazi comuni con altre mamme in difficoltà come lei, lontana dal marito – algerino come lei – costretto a partire per la Spagna, dove per la stagione ha trovato un lavoretto per conto della stessa società che gestisce Mirabilandia: “Fa lo stuntman e dopo sei mesi in Germania adesso è a Madrid. Ci ha lasciate il 15 marzo, è tornato a trovarci di recente per un paio di giorni e ora lo rivedremo solo in settembre”.

Il contratto, però, non è di quelli profumati: per i tre mesi centrali lo stipendio è di 1.200 euro, per i restanti tre ammonta a 400 euro. Non una panacea, insomma, per una famiglia nella quale manca un lavoro per Chafika, manca una casa e per le bimbe – una con un’allergia alimentare e l’altra affetta da una malattia alla tiroide – ci sono anche diverse spese mediche alle quali fare inevitabilmente fronte.

disegno albergo sociale
Una casa per Sirin e Nour nei sogni della figlia più grande di Chafika

Le cose andavano meglio qualche anno fa, quando il marito della ragazza aveva un impiego al Betania di Marina Romea, dove la famiglia si era trasferita, e lei faceva le pulizie. Poi la crisi, il contratto di lui che diventa part-time, l’affitto che è impossibile da sostenere. Fino all’albergo sociale, dove però Chafika non si piange addosso: “Io qui vado d’accordo con tutte, la convivenza per me non è dura. Mi dispiace per le mie figlie, costrette a questa stanza stretta, senza una casa loro. Però un tetto l’abbiamo e non posso fare altro che ringraziare”.

Chafika toglie un secondo il velo, si sistema i capelli e stringe i denti: se supererà l’estate, potrà riabbracciare il marito e magari, nel frattempo, sarà uscita anche dall’albergo. Nella graduatoria provvisoria per le case popolari, infatti, è al quinto posto. Il che significa che, nel giro di poco, la situazione si dovrebbe sbloccare. Nel frattempo si gode l’affetto di Tiziana Rosada, una signora conosciuta a Marina Romea che non l’ha più persa di vista e che ancora oggi continua ad aiutarla. Perché l’ipotesi più estrema, quella di fare ritorno in Algeria, è impraticabile: “Ci sono andata due volte in sette anni. Lì non vedo possibilità, non c’è futuro. E poi sarei preoccupata per le cure delle mie bambine, che qui bene o male sono assicurate”.

In questo articolo ci sono 0 commenti

Commenta

g