Quando il nostro corpo è sottoposto a un evento traumatico, di qualunque natura esso sia, il dolore che vi è associato nel giro di poco tempo – se siamo fortunati e se magari assumiamo antidolorifici e anti-infiammatori – può sparire. Quello che però rimane è spesso un’alterazione della struttura che ha subito il danno. Il tessuto connettivo è l’organo che riveste le strutture del nostro corpo dalla testa ai piedi, connettendole, proteggendole, coordinandole. Essendo un tessuto riccamente innervato, quando subisce un’alterazione, può causare dolore, blocchi, parestesie, formicolio, e tutti quei disturbi a cui spesso le indagini strumentali (ecografie, Rx, RMN) non riescono ad attribuire una causa.
Ne parliamo con Antonio Santagata, fisioterapista della Cooperativa Arcade e docente specializzato in manipolazione fasciale®. La manipolazione fasciale® secondo il metodo Stecco è una delle tante tecniche che lavorano la fascia e quindi il tessuto connettivo. Una distorsione, un intervento chirurgico, un colpo di frusta, una frattura, o una postura scorretta sono solo alcuni degli eventi traumatici che possono alterare il tessuto connettivo.
Paragonando la fascia a una seconda pelle più profonda che riveste tutto il corpo, non risulta difficile comprendere come una distorsione alla caviglia avuta anni prima, possa essere alla base di un mal di schiena insorto senza un motivo preciso o in seguito ad un gesto banale. O come un colpo di frusta con conseguente collare avuto anni prima possa essere il responsabile di un dolore al polso che viene avvertito durante la giornata lavorativa.
Rivestendo gli organi interni il tessuto connettivo può essere anche il responsabile di alcune disfunzioni internistiche. Qualora venga esclusa una patologia d’organo con diagnosi medica, una possibile spiegazione a disturbi o dolori interni può essere data da una rigidità del tessuto fasciale che riveste il ruolo di contenitore degli organi. Ecco quindi che una frattura costale o un intervento chirurgico di appendicectomia, avuto anni prima, può essere il responsabile di una stipsi intestinale o di una dismenorrea.
Ma la grande potenza di questa particolare metodica sta nel ragionamento clinico che ne guida l’applicazione. Risalire ai traumi e dolori precedenti per trattare un disturbo attuale è infatti la base e la forza della manipolazione fasciale metodo Stecco.
La tecnica è estremamente sicura se applicata da fisioterapisti o medici specializzati nella metodica, che potrete trovare all’interno dei Poliambulatori Arcade di Cesena (via Salvatore di Giacomo, 161), Savignano (via Matassoni, 2), Mercato Saraceno (Via S.Pertini, 2) e nel nuovo Poliambulatorio Arcade presso la piscina Comunale di Cesena Via G. di Vittorio, 2.
Se attuata da personale qualificato, l tecnica può essere utilizzata anche in fase acuta in quanto permette di agire su un distretto doloroso (per esempio la schiena) trattando un distretto lontano da quest’ultimo (per esempio la caviglia). Laddove molte terapie tradizionali agiscono solo ed esclusivamente in maniera mirata su un’ articolazione o su un muscolo, la manipolazione fasciale prende in esame il paziente nella sua globalità, spesso avendo un’effetto positivo anche sull’aspetto posturale.
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Commenti:
La conoscenza rende l’uomo libero; in questo caso, se molte persone legessero questo articolo di Antonio Santagata potrebbero sapere come liberarsi dai dolori e dalle disfunzioni dell’apparato locomotore.
inizialmente dolorosa,ma nel tempo il tuo corpo ti rendera un grazie!quindi soffrire per non soffrire.
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