A.A.A. Cercansi donatori di cacca. Scopo nobile e guadagno facile. E non è uno scherzo

A.A.A. Cercansi donatori di cacca. Ben retribuiti. No, non è uno scherzo. Però, care mamme, non è neanche l’occasione per far fruttare le montagne di pupù che i nostri pargoletti ci ‘regalano’ ogni giorno: la singolare offerta di lavoro è destinata solo a chi ha tra i 18 e i 50 anni. Però la vicenda rimane seria. Anzi, grave. Si tratta di un progetto condotto dalla società statunitense OpenBiome che è disposta a pagare campioni di feci 50 dollari l’uno per mettere a punto dei trattamenti di trapianto fecale destinati ai malati di Clostridium difficile, un batterio altamente resistente agli antibiotici e che provoca 250 mila ricoveri e 14 mila morti l’anno solo in Europa.

toilette, bagnoUno scopo nobile, quindi, quello di donare la cacca. Non solo: potrebbe anche diventare un lavoro vero e proprio: secondo i calcoli degli esperti americani si può arrivare a guadagnare 13mila dollari in un anno, esclusi i bonus tipo la donazione record della settimana o del mese. Il premio a chi l’ha fatta più grossa, insomma.

E se proprio ci tenete, vi spieghiamo anche precisamente che fine fa la cacca. Materiale fecale, pardon. L’olezzosa materia viene congelata, trattata (pare sia un mestiere pagato bene anche questo…) e poi trasformata in capsule. Quest’ultime poi vengono assunte dal paziente – la OpenBiome non specifica come e forse è meglio non saperlo – e a quel punto la cacca esce dalla sua ibernazione come un super eroe della Marvel e fa il suo dovere nell’organismo malato sterminando il Clostridium difficile, il batterio che, a giudicare dal procedimento, si merita decisamente questo aggettivo.

Piccolo problema: per diventare donatori bisogna andare a depositare la materia prima nel laboratorio della società in Massachussetts (a Medford) almeno quattro volte a settimana, per almeno 60 giorni: obiettivamente è un po’ più difficile della raccolta differenziata.

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