Imperfette e ironiche: le mamme bollite sognano in grande

Le tre mamme bollite: da sinistra Maddalena, Francesca e Tamara
Le tre mamme bollite: da sinistra Maddalena, Francesca e Tamara

Francesca, Tamara, Maddalena. Minimo comune denominatore: mamme. Ma soprattutto, bollite. Nasce così, davanti all’ennesimo cappuccino nel solito bar di Milano, l’idea di dare vita a un blog, a un sito, a un libro. Luoghi nei quali le notti insonni, lo svezzamento che non procede, l’aggressività del piccolo, la gelosia del grande, il marito poco collaborativo diventino temi dei quali ridere, ridere e ridere anziché lagnarsi, lagnarsi e lagnarsi. Mamma Bollita è tutto questo. E dal 18 novembre, quando in libreria è uscito per Mondadori quello è stato definito il “prontuario delle mamme imperfette”, anche voi potrete tenere le pillole di buonumore per i momenti di crisi sul comodino, sul piano cucina, sul fasciatoio.

Maddalena, nella vita giornalista free lance, ha due figli di tre anni e sei mesi. E in questi giorni andrà in giro per Milano a cercare uno spazio di co-working con co-baby (anche a Bologna ne esistono) dove Mamma Bollita possa diventare non solo un’occupazione a tempo pieno, ma anche un organizzatore di eventi per mamme e bambini: “Per ora Mamma Bollita non ci dà da mangiare ma la speranza è che spesso diventi un lavoro tutto nostro, al quale dedicarci in pieno”. Eppure, tutto è nato per gioco: “Io, Francesca e Tamara ci siamo conosciute al corso pre-parto. L’intesa l’abbiamo avvertita fin da subito. Poi, una volta avuti i bambini, eravamo solite incontrarci ogni mercoledì mattina. Tutte le volte, finivamo a ridere di quello che, tutte e tre, ci trovavamo a vivere. E abbiamo pensato di condividere le nostre bolliture quotidiane. L’idea è stata di Francesca, anima creativa del gruppo. Io e Tamara, che nella vita fa la videomaker, le siamo andate dietro”.

frase_corsaCondivisione è una delle parole chiave, appunto. Perché tutte noi, da quelle corse folli la mattina per vestire i bambini, portarli a scuola e arrivare puntuali al lavoro, ci siamo passate o ci stiamo passando. Perché in quelle rare occasioni in cui riusciamo a uscire a cena con il nostro compagno, tiriamo fuori l’agenda e parliamo di come organizzare la settimana. Perché se siamo stufe di pannolini, otiti e compleanni, non dobbiamo vergognarci: nella vita ci sono anche dieci minuti di shopping dal quale, alla fine, torniamo a casa con un paio di scarpine numero 25. E un libro da leggere sul divano. E una telefonata in santa pace.

Momenti quasi introvabili, come sottolinea Maddalena: “Tanto per riderci su, qualche giorno fa ero a casa sola con i bambini. Mi sono concessa mezzora di tapis roulant, visto che erano tranquilli. Poi, per farmi una doccia, li ho dovuti ovviamente portare in bagno con me, con tutte le difficoltà che sappiamo. Il giorno dopo ho trovato un momento di solitudine e ho pensato di farmi una doccia in tranquillità. Macché, si è rotto il tubo”. L’idea di Mamma Bollita è questa: farci pensare, col sorriso sulle labbra, che è successo anche a noi.

frase_insaccatoMamme ma anche donne: “Siamo accomunate dall’idea che non ci sia nulla di male a prendersi dieci minuti per sé. A lasciare i bambini dai nonni. A ritrovarsi come coppia”. E a lanciarsi, appunto, in una nuova avventura lavorativa: “Con Mamma Bollita stiamo pensando agli eventi e ai gadget. Per ora, intanto, gireremo un po’ l’Italia a presentare il libro”.

copertina_mammabollita[2]Per Maddalena, che ha passato molte estati, da ragazzina, a Marina Romea, anche la Romagna potrebbe essere papabile.

Qui la pagina Facebook di Mamma Bollita

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