Tumore al seno: la diagnosi precoce salva la vita. Via alla campagna Nastro Rosa

E’ la neoplasia più frequente nelle donne e ogni anno registra oltre 40mila nuovi casi: una donna su 33 muore per la neoplasia al seno, il tumore più frequente nella donna in quasi tutti i paesi del mondo.

Da 22 anni la prevenzione è il cuore e il motore della campagna “Nastro Rosa”, ideata negli Stati Uniti da Evelyn H. Lauder e portata avanti dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e dai suoi volontari. A livello mondiale questa edizione compie vent’anni ed è promossa in 70 Nazioni.

tumore al seno, mammografiaQuest’anno con il volto dell’attrice Nicoletta Romanoff , per tutto il mese di ottobre sarà in atto una campagna di sensibilizzazione su questa patologia e da nord a sud si tingeranno di rosa piazze e monumenti. Sarà anche l’occasione per distribuire materiale informativo e i volontari della Lilt Forlì-Cesena allestiranno uno stand con brochure informative e i tradizionali nastrini rosa,  per tutta la terza settimana di ottobre (da lunedì 20 a venerdì 24 ottobre) presso l’ospedale Pierantoni –Morgagni di Forlì, Padiglione Morgagni, dalle 8.30 alle 12.30.

Verranno illuminati di rosa alcuni monumenti delle città di Cesena (dove da ier sera è illuminato Palazzo del Ridotto), Forlì (piazza Saffi e piazzale Vittoria), Cesenatico e Castrocaro (i rispettivi municipi).  La diagnosi precoce, alle volte sottovalutata dalle donne, ha invece un’importanza vitale. I risultati di uno studio finanziato dalla Lilt e dal Ministero della Salute e del Welfare (Progetto IMPATTO) hanno dimostrato che lo screening mammografico realizzato nel nostro paese, riduce la mortalità per carcinoma mammario, porta ad una riduzione del numero di interventi demolitivi, poiché il tumore è ancora di piccole dimensioni e una migliore prognosi.  Passi in avanti importanti ci sono, come spiega Fabio Falcini direttore dell’Unità Prevenzione Oncologica Ausl di Forlì:“Dal 2010 siamo l’unica  regione ad aver messo a punto un percorso gratuito per la valutazione di uno dei fattori di rischio più rilevanti: la familiarità. Qualsiasi persona tramite medico o specialista può richiedere una valutazione fatta da genetisti per capire i fattori di rischio per tumori alla mammella. La prima valutazione è fatta attraverso un semplice questionario proposto alla donna per sapere se nella sua famiglia ci sono stati o meno casi di tumore. Il rischio genetico è del 5-7%”.

da sinistra Fabio Falcini, direttore dell'Unità Prevenzione Oncologica Aus di Forlì,   Andrea Paolo Rossi, consigliere Lilt Forlì-Cesena, Simona Benedetti, assessore ai Servizi per le persone
da sinistra Fabio Falcini, direttore dell’Unità Prevenzione Oncologica Aus di Forlì, Andrea Paolo Rossi, consigliere Lilt Forlì-Cesena Simona Benedetti, assessore ai Servizi per le persone

Altro dato importante: l’Emilia-Romagna è l’unica regione ad aver allargato le fasce di età per la diagnosi precoce: dai 45 ai 74 anni.  Altre regioni si stanno attivando su richiesta spontanea delle donne. “C’è un’ottima copertura e adesione per lo screening – commenta Falcini – Da noi le donne hanno acquisito l’abitudine di sottoporsi a controlli. Secondo rilevazioni del giugno di quest’anno abbiamo avuto un’estensione degli inviti per lo screening del 94 per cento a livello regionale e circa del 95% a livello provinciale, con un’adesione del 77 %. Si sono estesi gli inviti a domicilio: le donne possono ricevere la lettera a casa e nella zona di residenza. Nel 2013 in regione, nella fascia dei residenti di età 50-69 anni, il numero delle donne sottoposte a screening è stato di 191mila in regione, in provincia 17mila. Di queste ultime, 82 sono risultate con il cancro.  Per le signore dai 45 ai 49 anni i dati del 2013 registrano l’89% di estensione degli inviti a livello regionale per gli screening e il 99 % per la provincia”.

L’educazione a corretti stili di vita, attività fisica ed una sana alimentazione sono elementi evidenziati anche da Andrea Rossi, cosigliere della Lilt Forlì-Cesena, poiché “riducono l’incidenza dei tumori, hanno un ruolo protettivo e ne abbassano i rischi anche per altre malattie quali il diabete”. Ha aggiunto inoltre che “occorre lavorare molto anche nelle scuole e sui giovani”.

Per informazioni, consultare il sito  www.nastrorosa.it

 

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