L’asilo nel bosco è una realtà anche in Italia. Sassi, pigne e pezzetti di legno al posto di giocattoli preconfezionati

asilo boscoasilo boscoasilo boscoIn Danimarca, dove è nato, è una realtà educativa alternativa piuttosto diffusa, in Italia, il primo progetto pilota è in fase di partenza a Ostia. Si tratta dell’Asilo nel bosco, una scuola dell’infanzia che al posto di aule chiuse prevede spazi all’aria aperta tra alberi, foglie e pigne tra cui giocare e fare nuove scoperte. I bambini da 2 a 6 anni potranno giocare, sporcarsi, imparare a diretto contatto con la natura. Ovviamente è prevista una struttura di ricovero in caso di maltempo, ma il cuore dell’attività educativa è all’aperto.

Il progetto pilota nasce dalla collaborazione tra i fondatori dell’Emilio (www.lemilio.it), il primo asilo in Europa dove i piccoli possono crescere senza pannolino già dai primi mesi di vita, e l’associazione Manes (www.associazionemanes.it).

“L’asilo nel bosco – spiegano gli ideatori – è un progetto pedagogico rivolto ai bambini dai 2 ai 6 anni che si propone di rispondere ai loro bisogni attraverso una quotidianità scolastica che si svolge quasi per intero all’aria aperta. I bambini in questo approccio ‘imparano facendo’ attraverso diverse esperienze che stimolano la curiosità, l’immaginazione, l’autonomia e la creatività.

A tal fine scompare l’aula intesa come spazio al coperto dove si trascorrono tutte le giornate dell’anno ed essa viene sostituita dall’ambiente naturale che invece si caratterizza per la diversità e ricchezza del contesto che offriamo ai pargoli. Solitamente queste scuole sono dotate anche di uno spazio al coperto dove ci si può riparare in caso di condizioni metereologiche particolarmente avverse, dove si custodiscono gli abiti ed i materiali adoperati e dove si può stare qualora il gruppo lo desideri. La progettazione pedagogica infatti non si struttura esclusivamente su delle proposte dell’adulto che vuole trasmettere competenze ai bambini, ma parte proprio dall’ascolto di questi ultimi e dei loro bisogni che spesso vengono negati dalla scuola dell’infanzia convenzionale. Quest’ultima, infatti, considerando i bambini degli adulti in miniatura, si preoccupa di fornire loro quegli strumenti che saranno utili quando saranno adulti trascurando invece il presente dei bambini che mal volentieri trascorrono il proprio tempo seduti su una sedia a riempire un quaderno didattico. Un’altra peculiarità di queste scuole è l’utilizzo di materiali naturali che vengono preferiti agli oggetti preconfezionati di cui è piena la quotidianità dei nostri figli. E così sassi, pigne, foglie e pezzetti di legno sostituiscono giocattoli e libri con l’intento principale di stimolare le facoltà immaginative dei bimbi che ben presto si accorgono che un trenino è un trenino e basta mentre un pezzetto di legno può diventare un trenino, un tagliaerba o una bacchetta magica rispondendo al loro bisogno fondamentale di agire sulla realtà costruendola e inventandola a proprio piacimento”.

Al di là degli aspetti pedagogici, non è da trascurare nemmeno il lato economico. Un asilo nel bosco, secondo le stime, costerebbe un quinto di un asilo convenzionale. Un risparmio che permetterebbe di impiegare più educatori, con un rapporto maestro/bambino di 1 a 10 anziché 1 a 25.

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