Vista ko: e se fosse colpa della postura? Sara Vignoli: “La fisioterapia deve dialogare con l’ottica”

image-1Quando guardiamo l’orizzonte, in realtà, che cosa guardiamo? Nient’altro che la nostra linea visiva, cioè l’asse tra i nostri occhi, che dovrebbe infatti coincidere con una linea orizzontale.

“Se immaginassimo una porta davanti a noi, perfettamente perpendicolare al terreno ed equidistante dai piedi, i due occhi dovrebbero essere alla stessa distanza da essa. Sono questi due i principi basilari di una buona postura e quindi di una buona vista”. A parlare è la fisioterapista Sara Vignoli specializzata in rieducazione posturale.

“Se un occhio vede meno, però, o se la lente che porta non ha la corretta centratura – continua la specialista – tenderà ad avvicinarsi all’oggetto o a spostarsi in linea obliqua per vedere correttamente. Ciò determina, a seconda dei casi, o una rotazione, o un’inclinazione, o una flesso-estensione del capo, e di conseguenza uno spostamento di spalle e bacino per permettere al corpo di ritrovare l’equilibrio”.

A lungo andare l’atteggiamento si consolida ed emergono i problemi posturali. “Allo stesso modo, se un problema posturale di altro genere comporta uno spostamento del capo che il sistema nervoso (SN) non riesce a compensare in altro modo, piano piano si andrà a modificare sia quello che il SN riconosceva come orizzontale visivo, sia il grado ed il tipo di visione dei due occhi a seconda della loro posizione rispetto a quella famosa porta immaginaria che rappresenta gli oggetti che guardiamo”.

In alcuni casi, soprattutto nei bambini, data la loro maggiore plasticità neurale e tissutale, se si ripristina la corretta posizione del capo e si eliminano le tensioni a monte, si può anche recuperare in parte il deficit visivo sviluppato. “Qual è, allora, la cosa più importante? Dopo un’accurata visita posturale, a contare di più è la collaborazione con un ottico che dia importanza a come l’occhio “sta nello spazio”. Prima di decidere qual è la soluzione ottimale per la persona, infatti, bisognerebbe fare approfonditi test sulla vista sia in senso specifico, sia come modo dell’occhio di comportarsi in ambienti e azioni diversificati, dalla scrittura al gioco all’aperto”.

Sbagliato, al contrario, cercare di risolvere presunti problemi con un “fai da te” su occhiali e gradazioni di lenti: potrebbero esserci rapidi peggioramenti, sia a livello di vista che a livello posturale.

Per maggiori informazioni contattare la fisioterapista Sara Vignoli: 333 3537612

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