L’8% delle morti infantili avviene per anoressia: gli esperti condividono un nuovo metodo per impedirlo

anoressia, dieta, bulimiaSi chiama Maudsley, il metodo che mette al centro il ruolo della famiglia nella cura dei disturbi alimentari, scelto dalla residenza il Sole (Via Camilluccia) di Misano Adriatico. Un trattamento con una percentuale di guarigione che tra dal 55 al 95 per cento che è stato il protagonista di un convegno internazionale “Il ruolo della famiglia nel trattamento dei disturbi alimentare” che si è appena concluso.

Alla due giorni svoltasi a Misano Adriatico c’è stata la partecipazione di circa 150 professionisti, provenienti da tutta Italia venuti perché attratti dalla presenza di qualificati esperti del settore. Sono infatti intervenuti anche i professori statunitensi Daniel Le Grange della Chicago University e James Lock della Stanford University.

In apertura dei lavori, il dottor Gianluca Mantovani, presidente del gruppo Saninvest, organizzatore dell’evento, ha portato il proprio saluto, ricordando come  “il convegno sia allo stesso tempo un punto di arrivo e di partenza di un progetto più ampio. Di arrivo, perché frutto di mesi di lavoro per un’iniziativa unica nel suo genere in Italia. Di partenza, in quanto già dai prossimi giorni, la residenza Sole diventerà il Centro di Ecologia della Mente e dell’Alimentazione, per la cura dei disturbi alimentari nei giovani e giovanissimi”. Mantovani ha poi sottolineato l’importanza del patrocinio concesso dall’ Ausl Romagna e ringraziato infine Orogel, Sirts e Iscra che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento.

“Il modello Maudsley” è stato ampiamente spiegato e discusso, una metodologia che ha suscitato il vivo interesse della platea. Le Grange in particolare ha spiegato come gli studi internazionali confermino come “le percentuali di mortalità infantile per anoressia non sono inferiori alle altre principali cause di morte infantili dovute ad altre malattie che si attestano attorno all’8%”. Si tratta di studi che puntano sulla collaborazione con la famiglia nell’affrontare le problematiche dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), con risultati di guarigione sostanzialmente più elevati riuscendo anche a ridurre l’ospedalizzazione fino al 50%, mentre le percentuali di ricaduta si abbassano al 10%, a fronte del 45% dei metodi “tradizionali”, che non contemplano la stretta collaborazione con la famiglia”.

Per info: info@residenzasanitariasole.it

 

 

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