Senza cattedra, senza voti, senza zaino: a Classe la scuola è rivoluzionaria

senza zaino
L’agorà, le classi con i tavoli e i laboratori
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Il lavoro cooperativo di “Senza Zaino”

Solo la merenda e un paio di quaderni per i compiti: lo zaino ha un peso piuma alla scuola primaria di classe. La mattina, quando si arriva, ci si siede nell’agorà e si discute di quello che si farà durante la giornata. La cattedra, nelle classi, non c’è. E nemmeno i banchi. Ci sono i tavoli, isole per gruppi di alunni. Qui, infatti, la condivisione è tutto. E il lavoro di gruppo è di casa. Ma perché un progetto così innovativo attecchisce in una scuola del forese, nella minuscola Classe a pochi chilometri da Ravenna?

Merito di Rita Gentili, un’insegnante illuminata che dopo essersi innamorata, aver proposto ed essere riuscita ad ottenere di aderire alla rete nazionale “Senza Zaino” – di Marco Orsi, dirigente scolastico di Lucca – non tornerebbe più indietro: no, la scuola tradizionale mai più.

La storia inizia cinque anni fa, quando in attesa della realizzazione del nuovo plesso scolastico, Rita partecipa ad un corso di formazione dedicato all’organizzazione innovativa degli spazi in funzione educante. Ed è lì, a Bologna, che conosce Orsi, venendo a conoscenza del metodo da lui ideato sfruttando il nostro illustre bagaglio pedagogico italiano coniugato ad esperienze scolastiche in Nord Europa. Quando torna a casa, si catapulta dalle colleghe: “Chiesi loro se fossero disposte a cambiare approccio, a studiare, a mettersi in gioco. E loro non esitarono a dirmi di sì. Così partì la nostra avventura, sostenuta sin da subito dalla nostra Dirigente scolastica Anna Morrone”. Esperienza complessa, visto che il primo anno d’avvio del progetto viene dedicato per intero alla formazione del corpo insegnanti. Una formazione che, una volta entrati nella rete, continua sempre, ogni anno Le maestre di Classe si appassionano a tal punto da dare indicazioni precise al Comune per l’arredamento della aule.

Sì, perché Senza Zaino significa anche arredi molto diversi da quelli che vediamo normalmente in una scuola. Significa il tappeto con le sedute che caratterizzano l’agorà dove ci si dà il buongiorno, significa pareti colorati come se le classi fossero camerette, significa una cartellonistica particolare per fissare gli apprendimenti. Significa, anche, laboratori: di italiano, di matematica, di scienze, di storia.

Il tutto per agevolare un metodo didattico alternativo, diverso: “Senza Zaino considera il bambino nella sua globalità e cerca di attivare tutte le intelligenze possibili affinché ognuno trovi la sua strada per crescere. Senza Zaino è una scuola accogliente e condivisa: i materiali sono tutti a disposizione e lo spirito è quello di una comunità”. Le regole, infatti, non vengono decise e imposte dall’alto ma discusse e poi scritte insieme ai bambini. Nel caso non funzionino, vengono ritrattate e cambiate. Dietro, c’è uno stile pedagogico montessoriano: “Per andare in bagno, non c’è bisogno di chiederlo. I bambini, senza disturbare, si alzano e ci vanno in tutta autonomia”.

L’autonomia, la responsabilità e la costruzione della propria conoscenza insieme agli altri sono infatti il risultato più importante del metodo adottato da Classe: “I bambini imparano ad organizzarsi, a fare da soli. Diventano responsabili. Un esempio? Se un alunno ha difficoltà con le ‘c’ e le ‘q’, prende una scheda di auto-verifica e si esercita. Ha tutta la libertà per farlo”. L’insegnante, dal canto suo, si alterna ai tavoli su una sedia a ruote, non giudica i bambini con un voto numerico se non sul registro, e con la classe costruisce giochi didattici unici, che poi passeranno in eredità alle classi successive.

Al momento, a Classe, sono sei le sezioni “Senza zaino”: le prime, le seconde e le terze. Tra due anni, la scuola sarà interamente a regime. Tutta “Senza zaino”. E i genitori? “Alcuni obiettano che lavorare sempre insieme non aiuta i bambini a fare da soli. Noi rispondiamo che innanzitutto non sempre il lavoro è collettivo, capita anche che sia individuale. E poi vedessero come i bambini imparano dal compagno. E alle medie avranno una marcia in più, capaci come saranno di cooperare”.

In questo articolo ci sono 28 commenti

Commenti:

  1. Bello l’articolo ma alcuni punti sono da contestare: ” zaino peso piuma”…..non é vero, in quanto i libri e i quaderni sono da portare a casa.e se ci sono due materie da studiare….son problemi; sarebbe stato meglio uno zaino, da poter equilibrare il peso su entrambe la schiena piuttosto che una borsa!!!! Agorà, non so parla del programma della giornata, ma di cosa succede in famiglia e/ o nella vita quotidiana dell’alunno, tanto da creare qualche volta problemi,; sicuro che tutte le insegnanti sono state d’accordo?!?! ( mah!!!!) ! Il materiale scolastico doveva essere tutto fornito dalle cartiere di Lucca, da dove era partito il progetto,, non superando la cifra di50/60€…. Invece siamo arrivati a spendere 80€ e 115€ circa…. Affidando a i rappresentanti di classe il compito di trovare il materiale…non sempre acquistato in posto convenienti…

  2. La scuola senza zaino e’ una bellissima realta’ . La differenza cmq la fanno sempre e comunque i maestri/e perche’ e’ loro il compito di appasionare o meno i bambini alla scuola . Grazie per chisiimpegna in questo progetto innovativo ,dovrebbe avere un seguito anche alle medie

  3. Sono la fortunata mamma di un bambino ‘senza zaino’ e trovo che sia un’approccio eccezionale! Per di più in una scuola pubblica! Mio figlio si sente responsabilizzato, a volte tutto orgoglioso torna a casa dicendo: “sai, sono il responsabile del tavolo!” e soprattutto..impara! Con facilità e partecipazione anche a casa (dove il suo primo pensiero appena arriva é di fare i compiti). Evviva la scuola senza zaino!!

  4. Io conosco il progetto e la scuola, sono entusiasta, ho purtroppo preso notizia che toglieranno già dal prossimo anno almeno un laboratorio per l’aumentare degli alunni. I laboratori sono fondamentali e rendono questa scuola speciale! Spero che il Comune di Ravenna conservi il progetto mantenendo gli spazi che i nostri bambini già amano e conoscono.

  5. Purtroppo non è così eclatante questa scuola senza zaino, io sono di classe e sento i pareri delle mamme e ho conoscenti nella scuola, purtroppo un domani è peggio per loro quando si ritrovano alle medie o alle superiori che non ne hanno un’idea, perché prima era tutto in comune ora che si ritrovano ognuno con il proprio zaino e con le proprie cose non sanno più come gestirsi. In più anche gli agorà, per riposarsi e per rilassarsi, da quando in qua si va a scuola per rilassarsi e riposarsi a scuola si va per imparare e lavorare e non per riposare il tempo per riposare è dopo la scuola. Io ho parlato con mamme che ora sono alle medie e i ragazzi hanno grosse difficoltà, non sono abituati ad avere libri nello zaino, ad avere il proprio astuccio, dimenticano i libri a scuola perché prima non si portavano a casa, e in più anzi erano sgridati se portavano a casa un libro. Se uno voleva ripassare anche per piacere di studiare erano sgridati e nota sul quaderno, ci sono state tante lamentele e sinceramente per fortuna io mio figlio non è andato a scuola a Classe. Grazie e arrivederci

    1. Ciao Sonia!
      Rispondo al tuo commento “per fortuna io mio figlio non è andato a scuola a Classe” con il mio commento “io vorrei che mio figlio potesse avere una realtà educativa di scuola senza zaino”, purtroppo nella mia zona non c’è ancora questa offerta.

      Ti parlo da mamma ed insegnante, ti parlo con cognizione di causa perchè come insegnante mi sono formata sulla realtà “senza zaino”.

      Sono contenta che tu sia contenta della scelta che hai fatto per tuo figlio, ma non dar “voce” e credito, non conoscendo la realtà di cui si parla (proprio perchè tuo figlio non ne è parte), a “generiche” lamentele.

      Io per mio figlio avrei scelto senza zaino, se avessi avuto in zona una scuola così, perchè il mondo è cambiato ed anche la scuola può cambiare per offrire ai bambini ciò di cui più c’è necessità per affrontare questo mondo!

      Per me è necessario offrire ai bambini, più di ogni altra cosa, la capacità di “imparare ad imparare con ed insieme agli altri” più che di “replicare le lezioni e sapere tutto”:

      Con senza zaino in realtà si lavora, forse anche di più, in modo diverso, l’agorà ti posso assicurare non è uno spazio per riposarsi, è uno spazio (e tempo) che offre ad ogni bambino la possibilità di esprimersi, di essere ascoltato e ascoltare, comunicare, di creare e negoziare regole…..significa imparare ad essere cittadini attivi, capaci di promuovere apprendimento e cambiamento in questo mondo.

      Ti parlo, sempre secondo il mio personale e professionale punto di vista, di una grande necessità formativa dei bambini che in molte scuole purtroppo non trova spazio e tempo adeguato.

      Tutti i bambini con “senza zaino” ogni giorno hanno la possibilità di parlare (e non solo di parlare degli argomenti delle lezioni, di rispondere alle interrogazioni).

    2. Cara Sonia leggo ora il tuo commento sulla scuola senza zaino e scusa se mi permetto ma sei male informata…i ragazzi che oggi sono alle medie non appartengono al metodo senza zaino…ahimè per loro…se fossero stati fra i pochi fortunatissimo bimbi che hanno la favolosa opportunità di far parte di questo progetto sicuramente alle medie ora starebbero benissimo visto che uno degli obbiettivi del senza zaino è sviluppare nei bambini una grande sicurezza nelle loro capacità….prima di criticare leggete tutto ciò che offre questa meravigliosa scuola…e con il senno di poi magari vi pentire di non aver mandato i vostri bimbi…se godevano di questo privilegio. Una mamma strasoddisfatta del senza zaino

  6. io penso che il progetto sia fantastico, ma non comprendo una cosa, la signora sonia ha detto che ci sono figli che stanno andando alle medie, ma io progetto ha solo fino alla terza elementare…. a me non tornano i conti oppure l’articolo ha degli anni!!!!…. progetto ottimo se portato avanti…. tutt’ora la scuola no è che sia il massimo…..

  7. Scusa ma se la scuola e’ stata attivata x le classi fino alla terza questi ragazzini di tua conoscenza come fanno ad essere già alle medie ora?!!

  8. mio figlio è in prima elementare e mi sarebbe piaciuto un approccio di questo tipo. L’articolo è bello ma la tematica è sicuramente da approfondire. una domanda a Sonia, di Classe; come fanno ad avere problemi “i bambini che ora sono alle medie” se il progetto per ora è attivo se per ora sono attive le prime, le seconde e le terze classi, e quindi, se ho capito bene, la scuola è partita tere anni fa e sarà a regime fra due? bisognerà aspettare tre anni per scoprire se alle medie i ragazzi avranno tutti ‘sti problemi…. Ho mi sono persa qualcosa?
    Tenete duro genitori e bambini, il vostro essere pionieri forse cambierà la scuola!

  9. ho scritto in fretta, scusate i terrbili (e imperdonabili) errori di ortografia!!! Forse io dovrei tornare un po’ a scuola, magari senza zaino…! ;)

  10. Da genitore di una bambina che frequenta la scuola di Classe, penso che le critiche siano davvero immotivate. La tracolla di mia figlia, anche nel caso di due materie da studiare, pesa una inezia. La sperimentazione è attiva fino alla quarta classe, e non solo fino alla terza, e l’approccio è unanimemente apprezzato. Nessuno ovviamente vieta di iscrivere i vostri figli ad altre scuole, qualora non condivideste l’orientamento, ma io non posso che esserne felice. La spesa per il materiale scolastico comune è stata contenuta, e le maestre sono molto motivate, cosa che non può che giovare.
    Io non credo che un ragazzino di 11 anni, in prima media e proveniente dalla scuola senza zaino si tramuti improvvisamente in un incapace che non sa gestire un astuccio proprio.
    Quanto alla diversa destinazione di una delle aule laboratorio dal prossimo anno, è purtroppo dovuta al fatto che il comune di Ravenna (o chi ha progettato la scuola) non ha tenuto conto dell’esigenza di creare alcuni spazi “di riserva”. In particolare, c’è un anno in cui i bambini delle prime tra Classe e FOsso Ghiaia (poiché anche Fosso Ghiaia confluisce in questa scuola) saranno potenzialmente 70. Questo fa sì che 2 sole sezioni siano impensabili, da cui la necessità di recuperare un’aula in più (oggi adibita a laboratorio).
    Considerato che la scuola è stata costruita da pochissimi anni, credo si potesse essere un po’ più lungimiranti e farla un po’ più grande (dato che a Classe tra l’altro si stanno costruendo molte nuove abitazioni…).

  11. Senza zaino é un progetto molto valido .
    Ci sono dei bambini che hanno iniziato il progetto in 5 elementare (3 anni fa ) e poi sono andati alle medie.ma non credo che aver fatto un anno di progetto abbia creato i grossi danni che ha detto sonia .Purtroppo non lo fanno in tutte le classe , mia figlia ad sempio ha sempre un zaino pesantissimo , ha molte lezioni frontali e non sfrutta l’agora come dovrebbe … :-( C
    on “senza zaino” i bambini hanno l’opportunita di portare corpo , mente ed emozioni dentro la scuola .

      1. Ho bisogno di conoscere l’indirizzo esatto di questa scuola, per favore qualcuno me lo sa dire? devo fare una tesi di laurea e la Prof.sa mi ha chiesto di farla su questa bellissima scuola, grazie, chi è in grado di dirmi qualcosa dove si trova, l’indirizzo esatto, le sarei molto grata, un saluto.

  12. Fate un giro tra le scuole elementari di Genova, dove i papà devono organizzarsi per poter dare il bianco nelle classi e le mamme fanno la colletta per comprare la carta igienica, e smettetela di lamentarvi, siete nell’unica regione italiana degna di essere in Europa, soprattutto grazie a voi, insieme forse alla Toscana.

  13. Che emozione sapere dell’esperienza di Classe! Nella periferia di Roma ancora oggi devo spiegare a colleghi e genitori perché la cattedra, nell’aula dove lavoro, si trova in un’angolo…i banchi sono organizzati in isole di lavoro…

  14. Mia figlia frequenta una scuola senza zaino e anche io ho vari motivi di scontento.
    La cartella non è affatto pratica: la tracolla è scomoda da indossare e sfilare ( soprattutto in inverno con giubbotti voluminoni), il peso non è distribuito in modo corretto sulle spalle, tra diario, acqua, un quaderno, il marsupio, un libro…è già troppo piena e non si chiude. E’ troppo fragile e cambiarla ogni anno non è pratico nè economico. Oltre 80 euro per il materiale!!!! per non avere mai una matita decorosa. Ci sono solo pennarelli smangiucchiati e penne rotte. E pensare che all’inizio dell’anno fanno proclami circa l’importanza delle matite ergonomiche! Prima ti dicono che se sei mancino devi avere “assolutamente” una impugnatura specifica per mancini poi nei vassoi è tutto buttato alla rinfusa e col cavolo che si presta attenzione ai bambini mancini o destri….chi prima arriva meglio alloggia.
    I bambini non si responsabilizzano per la cura del materiale perché non apprendono il concetto: a forza di prendere matite rotte o mangiate, non gliene frega nulla di averne cura!!! Non è certo il peso di un astuccio a far crollare il progetto, pero’ almeno il bambino presta attenzione e porta cura e riguardo alle sue cose: se le presta sa che devono tornare a posto e se le chiede, sa che deve renderle….Non mi sembrano concetti tanto ostici!

    1. Scusa se mi permetto ma forse il problema è la scarsa attenzione delle insegnanti a far rispettare il materiale comune e non il progetto in sé….

  15. Ritengo che sia un grosso buco nell’acqua,mio figlio ha frequentato “senza zaino” per 3 anni ed ora che frequenta la prima media ha grossi problemi in quanto non c’e” assolutamente continuita’,poi se si dimentica un libro a casa sono note

  16. Mio figlio ha appena cominciato questo percorso e sento mamme che si lamentano dello zaino o cartella,ma non di quanto i figli hanno appreso. Cosa gli manca rispetto a i bambini formati tradizionalmente?

  17. Resto basita.. Le lamentele riguardano il peso di una borsa, il costo del materiale o il non corretto utilizzo delle matite.. Dimenticando che la nostra scuola tradizionale, così come famiglia e società, è in crisi! Come potrebbe non esserlo la scuola se conserva ancora gli stessi medodi da secoli, quando invece la tecnologia ha compiuto una vera e propria rivoluzione, modificando tradizioni e metodi.. La.scuola tradizione è PASSIVA, STATICA ed improntata sull’individualismo piuttsto che sulla collaborazione, la cooperazione e la ccondivisione (requisti fondamentali per far parte del moderno sistema di lavoro). La.scuola tradizionale è rigidamenta ancorata al banco, sostiene la competizione, è improntata sulla subordinazione e l’obbedienza piuttosto che sulla formazione di un’identità solida. La scuola nuova prepara al lavoro e ai suoi nuovi metodi, prepara alla vita in una società giusta.. Il futuro ci sfiderà sempre, nn facciamoci cogliere impreparati! In una visione tutta puerocentrica, io sono per questa scuola ATTIVA! I progetti realizzati in condivisione, l’atmosfera accogliente, l’incoraggiamento dell’insegnante che produce autostima, lo studente che sperimenta e si esprime libermente e serenamente sapendo che quello che dice ha valore.. Sono per lo studente che solo così diventa un cittadino criticamente e socialemente consapevole e soprattutto pronto a sfidare il mondo.. (Se nn le avessero dato il nome ‘senza zaino”, probabilemte non sarebbe stato spostato l’oggetto della questione scuola NUOVA su un aspetto a mio parere irrilevante e di qui le perplessità di qualcuno..) Dunque che siano pieni gli zaini poco importa ma W la scuola del futuro!!!

  18. buongiorno, sono la mamma di un bambino che mi hanno consigliato il metodo montessoriano xche mio figlio ha dei problemi e anno prossimo va alle medie- secondarie volevo sapere se in provincia i ravenna ci sono. grazie .
    gentilini cristina

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