ReeDo, se i vestiti me li faccio da sola: usando gli scarti

Uno dei laboratori per bambini di ReeDo

Prendete una via “alternativa” del centro di Rimini. Un pacco di lauree in Tecnologie della moda. Un mix di ex studentesse e studenti universitari e professori. Aggiungetevi le parole riuso, riciclo e autoproduzione. Nasce così ReeDoHub, un’esperienza creativa che domani alle ore 17,30 inaugura in veste di bottega in via Bertola. Volete affittare una postazione per cucire a sette euro l’ora? Portare i vostri figli a trasformare calzini? Seguire un corso per imparare a confezionare abiti? Tutto questo sarà possibile grazie a Marianna Balducci e agli altri cinque soci della cooperativa. Tre donne (di cui una mamma) e tre uomini in tutto e una media trent’anni d’età (per il gruppo dei quattro ex studenti). Sinonimo di una freschezza mentale che forse è la chiave di tanta creatività.
Marianna, un’amicizia tra prof e studenti che si trasforma in un lavoro. Che cosa rara…
“Lo è. Siamo partiti con alcuni laboratori, costruendo anche un negozio temporaneo al centro ‘I Malatesta’. ReeDo è diventato così un marchio che segue il filone dell’autoproduzione”.
Con quale filosofia dietro?
“Quella che in tempi di crisi, anche se non l’abbiamo mai fatto, tutti noi possiamo provare e riuscire a confezionare qualcosa, sia da usare per noi stessi che da vendere agli altri. Quando è nata la bimba della mia socia, a partire da un vecchio plaid abbiamo realizzato un porta pigiama con degli animaletti in pannolenci da attaccare e staccare con il velcro, per inventare storie”.
Per voi ReeDoHub sarà un lavoro full time?
“No, tutti abbiamo altre occupazioni, almeno part-time. Io sono illustratrice. C’è chi fotografa, chi insegna. Grazie ai nostri lavori riusciamo a sostenere il nuovo progetto. All’estero questo è un settore che cammina con le proprie gambe, qui ancora no. Ma siamo sicuri che ci sia terreno fertile”.
Che cosa sarà possibile fare in via Bertola?
“Faremo orari da negozio. Una sarta sarà sempre disponibile per chi vuole andare, affittare una postazione, cucire ma chiedere consigli e indicazioni. Faremo corsi di modellistica di base e confezionamento, più laboratori intensivi tematici di uno o due giorni. Cercheremo di organizzarli in orario serale o nel fine settimana. Partiremo anche con le attività per bambini, che già abbiamo avuto modo di sperimentare, per esempio all’Arboreto Cicchetti di Riccione. Abbiamo la fortuna di avere a pochi passi la libreria per ragazzi Viale dei Ciliegi 17, con la quale speriamo di avviare una collaborazione”.
Avete una missione finale?
“Sì, creare una comunità, un movimento di persone che stanno insieme, si scambiano idee, producono. Così come avviene con il movimento dei makers in Olanda. Nel territorio di Rimini siamo i primi a farlo. Stiamo già prendendo contatti con aziende che possono passarci materiali, come scarti di tessuto. Nella moda c’è tanto spreco, noi vogliamo fare il contrario”.

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