Forlì: boom di parti a giugno e luglio. Meno cesarei a favore dei naturali

Luglio fa segnare il record di nascite nel 2013, all’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì. Con 136 nuovi nati, infatti, risulta il mese più prolifico, seguito da giugno, quando sono venuti alla luce 119 bebè. Proprio negli ultimi due mesi, si è verificata una netta ripresa del trend demografico, che dopo le 116 nascite di gennaio aveva, invece, registrato una costante flessione.

Complessivamente, sono, quindi, 765 i parti nei primi sette mesi del 2013, di cui 4 gemellari, per un totale di 769 nuovi nati, con una leggera prevalenza di femminucce388 (50,4%), sui maschietti381 (49,6%). Numeri in linea con quelli dello scorso anno ma, considerando le donne attualmente in dolce attesa, è possibile che, alla fine, si riescano a superare le 1.409 nascite del 2012. Fra le partorienti, continuano a crescere le straniere, ben 282(36,9%), di cui 65 provenienti da paesi dell’Unione Europea e 217 extracomunitarie; le italiane, pari a 483(63,1%) sono meno del doppio.

In continua diminuzione, i tagli cesarei: al 31 luglio, ne sono stati effettuati appena 179, di cui 108 in urgenza, con una percentuale, sul totale dei parti, del 23%, in ulteriore calo rispetto al lusinghiero 26% di fine 2012, dato già allora inferiore alla media sia regionale sia nazionale.

“Si tratta di un valore ottimo – commenta Claudio Bertellini, direttore dell’U.O. di Ginecologia-Ostetricia dell’Ausl di Forlì – raggiunto in virtù di una sempre maggior appropriatezza dell’assistenza al travaglio, attraverso un’attenta selezione delle donne da sottoporre a cesareo e rispettando le indicazioni presenti in letteratura, nella più completa garanzia dei parametri di sicurezza materni e fetali. Tutto ciò è possibile anche perché la nostra struttura può contare sulla doppia guardia medica ginecologica di giorno e sulla presenza, all’interno dell’ospedale, di un’equipe operatoria, formata da anestesista, infermiere, ostetriche, e pediatra, pronta a intervenire in qualsiasi situazione di emergenza e/o urgenza”.

Un importante contributo al raggiungimento di questo risultato è venuto dal nuovo percorso del parto per via naturale dopo precedente cesareo, segno di una maggiore attenzione alla fisiologicità dell’evento, sicuramente meno traumatico del parto operativo; non a caso, sono in costante aumento le gestanti che scelgono tale opportunità, in linea con gli obiettivi previsti dal percorso nascita della Regione Emilia-Romagna. Ormai consolidata, invece, è la possibilità di ricorrere al parto spontaneo in analgesia epidurale, servizio effettuato gratuitamente, 24 ore su 24, dall’U.O. di Ostetricia-Ginecologia in collaborazione con l’U.O. di Anestesia e Rianimazione, diretta dal dottor Giorgio Gambale: al 31 luglio, 102 donne hanno scelto tale tipo di parto, mentre oltre il 90% ha optato per tecniche di analgesia non farmacologica (travaglio in acqua, posizioni alternative, assistenza one to one continua da parte delle ostetriche), anche in associazione a quella farmacologica. «Insieme al Centro Famiglie del comune, stiamo sottoponendo alle donne che partoriscono in analgesia epidurale un questionario per capire come valutano questo tipo di esperienza; l’obiettivo è utilizzare le indicazioni espresse per migliorare ancora il servizio».

Sul fronte della diagnostica prenatale, l’unità soddisfa appieno le esigenze della popolazione forlivese; al 31 luglio, ha eseguito 25 amniocentesi in gravide oltre i 35 anni, e, entro fine anno, dovrebbe essere in grado di assicurare anche translucenza nucale e villocentesi, esami in grado di garantire una precoce conoscenza del patrimonio genetico del feto.

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