Morbillo: due bimbi di cinque anni in condizioni serie. Non sono vaccinati

Tre casi di morbillo a Rimini, di cui due bambini in condizioni serie, portano l’Ausl a rimarcare ancora una volta l’esigenza di vaccinare i piccoli. 

“Nella zona sud della provincia di Rimini si sono verificati tre casi di morbillo – fa sapere l’Azienda sanitaria -, due dei quali in bambini. I due bambini hanno cinque anni e frequentano una scuola dell’infanzia. Nessuno dei due è vaccinato. Le loro condizioni sono serie. Si sta inoltre verificando, se è correlabile ai due precedenti, il caso di un’adulta, a sua volta affetta da morbillo e le cui condizioni hanno richiesto il ricovero all’Ospedale di Rimini nel reparto di Malattie Infettive”.

Già dopo la segnalazione del primo caso, sempre secondo quanto riportato dall’Ausl, gli operatori della Pediatria di Comunità e del Dipartimento di Igiene Pubblica hanno condotto un’indagine epidemiologica all’interno della scuola frequentata dai due piccoli pazienti e all’interno delle loro famiglie. E’ emerso che tra i 107 alunni vi sono 13 non vaccinati, e quindi a rischio, e tra il personale della scuola d’infanzia, composto complessivamente da 16 adulti, ve ne sono 3 che non hanno contratto il morbillo, e quindi anch’essi  a rischio”.

I due bambini colpiti da morbillo “hanno, a loro volta, fratelli non vaccinati, per i quali però i genitori hanno accettato ora l’offerta vaccinale. Anche a tutti gli altri soggetti non vaccinati gli operatori hanno proposto la vaccinazione per cercare di limitare, per quanto possibile, il rischio di contrarre l’infezione. Ma delle famiglie degli alunni della scuola cui è stato offerto il vaccino, solo 2 hanno accettato. Un comportamento rispetto al quale l’Azienda Usl “esprime forte amarezza, in quanto mette a rischio anche la salute degli altri piccini”.

“La vaccinazione antimorbillosa mette al sicuro dalla contrazione del morbillo e soprattutto della sue complicanze che, in una percentuale significativa, possono degenerare in encefalite – si legge nella nota dell’Ausl -. Il vaccino, nella formulazione trivalente, antimorbillo – parotite -rosolia, viene proposto alle famiglie al compimento del tredicesimo mese d’età, ed è prevista una seconda dose nel sesto anno di vita. Nel territorio provinciale la copertura vaccinale non raggiunge livelli che garantiscano un’adeguata protezione a chi non si vaccina. Questo nonostante l’impegno che anche la maggior parte dei pediatri di famiglia mette in campo nel sostenere l’importanza delle vaccinazioni  proprio perchè, come professionisti qualificati, intendono tutelare la salute dei bambini e sono perfettamente consapevoli che le vaccinazioni rappresentano lo strumento più efficace in questo senso. Si coglie dunque l’occasione per ricordare l’importanza di questa, così come di tutte le vaccinazioni pediatriche, per il benessere dei piccoli pazienti e di tutta la comunità”.

 

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