Tommaso, nato coi piedini torti e curato dalla mamma (e dal metodo Ponseti)

Tommaso aveva i piedini torti. Ora, a 22 mesi, cammina, continua la sua cura ma i suoi piedini guardano avanti tutti e due allo stesso modo. Tommaso è quasi del tutto guarito senza nemmeno soffrire troppo: gessi e tutore ma nessuna operazione invasiva. Merito della sua mamma, R.C., 30 anni, ravennate, che quando ha scoperto, con l’ecografia morfologica, a 20 settimane di gravidanza, che il piccolo sarebbe nato con i piedini torti, disabilità che colpisce un bimbo su mille, ha aspettato che le lacrime le uscissero a fiotti, poi si è messa di buona lena a cercare: ‘piedini torti’. Il web l’ha presa per mano e l’ha condotta lungo la via che ha percorso finora.
“Tommaso è nato nel 2011 con una malformazione del piedino, me l’hanno diagnosticata già con la morfologica in ospedale – racconta la mamma -. Quando me lo dicono vado nel panico. Non ne avevo mai sentito parlare. Su Internet ho scoperto che cos’è, prendendo tutte le informazioni da un sito che poi si è rivelato una delle mie guide, piedetorto.it, creato da un babbo che aveva la bimba con lo stesso problema. Mi sono attivata subito per sapere fin dal momento del parto che cosa fare”. R.C. non vuole che il piccolo affronti operazioni invasive o terapie dolorose. Scopre, viaggiando di sito in sito, che c’è molta gente che come lei ha optato per altro, qualcosa che guarisca senza sfiancare i bambini con manipolazioni troppo dolorose: il metodo Ponseti. 


“Ho trovato un gruppo su Yahoo messo su da un nonno, Matteo Procacci – spiega -. Suo nipote era stato trattato con un metodo tradizionale: raccontando la sua storia dava dei consigli utili su cosa fare e, soprattutto, cosa evitare. Il problema da affrontare non era solo far tornare i piedini dritti ma evitare la recidiva. E far sì che dei bambini così piccoli soffrano il meno possibile”.
La mamma si iscrive al gruppo e inizia il suo tam tam tra genitori. Scopre, così, che esiste un metodo, ideato dal medico Ignacio Ponseti, che sostituisce morbidi gessi terapeutici ad operazioni chirurgiche, una soluzione nata dalla constatazione che chi era stato operato, da adulto era costretto ad ulteriori interventi e soffriva di rigidezza dei piedi, dolori e artriti.
“Alla fine ho scelto di seguire l’esempio di altri genitori che avevano già testato i risultati, sono andata all’ospedale pediatrico Buzzi di Milano, dal dottor Sergio Monforte, che adesso visita anche a Imola. Mi ha spiegato cosa fare al momento del parto: dovevo chiamare il suo numero e mi avrebbero dato il primo appuntamento per visita e gesso a pochi giorni dalla nascita di Tommaso. Lì si segue il metodo Ponseti, una tecnica nata ngli anni ’60 che consiste nell’applicazione di 4 o 6 gessi progressivi, il piede torto infatti ha vari livelli di gravità, per poi passare al tutore. Quando abbiamo messo il primo gesso Tommaso aveva poche settimane. Subito dopo (vedi foto, ndr) i piedini erano già più dritti. Mio figlio non ha sofferto, è cresciuto con qualcosa ai piedini che gli altri bimbi non hanno ma lui non conosce la differenza. Oggi siamo già alla fase del tutore. I gessi durano una settimana circa ciascuno, il tutore all’inizio va tenuto 23 ore al giorno. Se segui questo metodo rigidamente, il programma è fatto apposta per la crescita del bambino, quando gattona tiene il tutore quasi solo di notte e, soprattutto, il tutore ha un’asticella mobile, che accompagna il piccolo nei movimenti. Tommaso è abituato ad averlo quindi non lo patisce. Ora lo tiene solo 12 ore al giorno. L’importante è essere rigidi e ricordarsi sempre che lo sforzo che si fa nei primi anni del bambino lo ripaga con una vita normale dopo”.

Nelle foto, dall’alto: il piccolo Tommaso con il primo gesso, i piedini dopo la prima ingessatura. 

Gli indirizzi utili consigliati dalla mamma di Tommaso sono:

www.piede-torto.it (blog di una mamma, Roberta Puccina)
www.piedetorto.it (blog di un babbo)
gruppo su Yahoo  (fondato dal nonno Matteo Procacci)
gruppo su Facebook 

 

In questo articolo ci sono 3 commenti

Commenti:

  1. Sembra la nostra storia. Uguale di differenza solo il nome, il mio angelo si chiama Caterina ed ora ha 4 anni. Ringrazio il Dott. Monforte, nonno Matteo e pure chi ha inventato internet. Ora Caterina cammina, corre, salta una bambina felice. Non abbiate timore siete in buone anzi buonissime mani.

    1. Tra pochi giorni nascerà la mia piccolina.. Stesso problema..andrò anch’io al Rizzoli di Bologna e mi affiderò nelle mani del dott.Lampasi..speriamo benexxx

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