“I maestri più motivati? Quelli che tirano a campare”

Avevo promesso una sana dissertazione sulle negligenze dei sindacati, ma l’altrettanta sana ottusità dei miei colleghi mi spinge a scrivere ancora di loro. Fanno bene le mamme a tenerli monitorati perché alcuni sono delle vere e proprie mine vaganti, con la realtà che supera di gran lunga la fantasia.
Il dato di fatto è evidente: negli ultimi 30 anni la scuola pubblica è stata usata come un ufficio di collocamento da parte di tutti i governi, con la complicità dei sindacati, facendo entrare in ruolo qualsiasi soggetto, spesso non per concorso, ma solo per il fatto di avere una posizione buona in graduatoria. Merito che magari non veniva da una comprovata esperienza oppure da un cumulo di titoli (lauree, master, specializzazioni…) ma solo per benefit da legge 104, figli a carico o disabilità più o meno gravi (legittime si intende!). Per cui quando metti dentro di tutto, la qualità non può essere eccelsa.
I docenti si dividono fondamentalmente in due categorie; quelli che “ci credono” come amano definirsi e quelli che invece “tirano a campare!”. Per non lasciare dubbi mi dichiaro subito: io appartengo alla seconda categoria diffido, come fossero degli appestati del Manzoni, della prima categoria. L’ultimo collegio docenti da questo punto di vista è stato comico. Quando uno che ci crede prende la parola, premette: “Io sono nella scuola da tanti anni e … ci credo eccome nell’insegnamento!”. Mi ricordano quelli che disquisendo di razzismo premettono: “Io non sono razzista, però…”. E poi sono proprio quelli che non vogliono fare le uscite didattiche, sono i primi a fare sciopero, sono i più cattivi e meno concilianti in sede di assemblea. Perché? Perché ci credono! Loro sono quelli che hanno le competenze migliori, hanno i genitori schierati dalla loro parte, i bambini potenzialmente pronti per saltare le medie ed andare direttamente al liceo. Sono quelli che quando è ora di cambiare un orario manco dovesse arrivare Mario Monti, ma proprio non possono. I problemi per loro diventano insormontabili, e naturalmente non è mai colpa loro. Non si fa mai abbastanza formazione, per loro i docenti dovrebbero aggiornarsi sempre. Peccato che non li vedi mai e sottolineo mai ad un corso di aggiornamento, perché “sai arrivare fino a Lugo… E poi vuoi mettere mica ti pagano!”.
Insomma tutti i giorni noi abbiamo a che fare con questi personaggi, che poi ti fanno pure la morale perché non la pensi come loro (nella loro categoria va molto di moda il pensiero unico, il loro!) e pontificano sull’essere uniti.
Bene, sono questi personaggi che a maggioranza hanno deciso di bloccare tutte le attività (gratuite e non), le uscite didattiche e i progetti. Quando togli dei contenuti alla tua offerta formativa il prodotto diventa ancora più scadente. Difficile da far capire, ma così facendo si dà un bell’assist alla scuola privata.
Cosa mi piacerebbe? Che iniziassimo a comportarci da persone serie, pensando ai bambini. Fanno bene a considerarci dei fannulloni: finite le vacanze molte colleghe erano casualmente malate e hanno allungato le ferie. Che sfortuna ammalarsi proprio durante le vacanze di Natale e proprio mentre ci si trovava nel “natio borgo selvaggio”. Ma che credibilità vogliamo avere? Se vogliamo iniziare a migliorare la scuola iniziamo da noi stessi, facendoci un bell’esame di coscienza.

 Maestro Perboni

In questo articolo ci sono 0 commenti

Commenta

g