“I vaccini? Un attacco al sistema immunitario”. Il presidente del Comilva: “Da noi mille famiglie ogni anno”

Vaccini? No grazie. In Italia sono un migliaio le famiglie che ogni anno si rivolgono al Comilva (Coordinamento del movimento italiano contro le vaccinazioni) per avere un sostegno nella loro scelta di esercitare l’obiezione di coscienza. Duecento di queste sono solo in Emilia-Romagna. A Rimini, dove alcuni pediatri non insistono affinché le famiglie vaccinino i propri figli, ha fatto cronaca quest’anno la sentenza del Tribunale che ha riconosciuto come su un minore, Valentino, la vaccinazione sia stata la causa dell’insorgere dell’autismo. Una sentenza storica a partire dalla quale Claudio Simion, presidente del Comilva, ha molto da dire.
Simion, il nesso vaccino-autismo è scientificamente provato?
“Dire che il vaccino è l’unico motivo per cui un bambino diventa autistico è sbagliato. Così come non farebbe onore alla scienza escludere che possano essere in certi casi i vaccini a portare all’autismo. Gli studi in materia andrebbero approfonditi, questo va detto”.
Lei che esperienza ha, con i suoi figli?
“La primogenita è stata vaccinata ma per anni ha avuto gravi disturbi del sonno, in seguito ai quali io e mia moglie ci siamo battuti a lungo nei tribunali. Da quell’esperienza è maturata la decisione di non vaccinare il nostro secondo figlio”.
Qual è il primo motivo per cui  certi genitori rifiutano il vaccino?
“Il motivo principale è appunto la paura del danno da vaccino. I genitori, quando si rivolgono a noi, hanno letto, attraverso diversi canali, informazioni sulla pericolosità dei vaccini. In altri casi hanno avuto un’esperienza diretta di danno, che ha coinvolto loro stessi o qualche conoscente”.
Significa che al contrario, chi vaccina i figli, compie una scelta superficiale?
“No, perché l’offerta vaccinale, utilizzando il viatico dell’obbligatorietà e giocando sulla paura della malattia che insorgerebbe in caso di mancata vaccino, mette i genitori nella condizione di non poter scegliere. In realtà l’offerta vaccinale, con il metodo delle bivalenti e trivalenti, porta ad un sovraccarico enorme per il sistema immunitario del bambino, solo nel primo anno di vita”.
Con quali risultati?
“Questo è il punto, si sa ben poco in materia. Nessuno va a studiare quale sia poi, in effetti, la copertura immunologica consentita dai vaccini. Non solo: c’è molta disinformazione sui disturbi che il bambino può accusare in seguito alla vaccinazione. Anche nel caso siano minimi, per legge andrebbe attivato un sistema di sorveglianza, che invece manca. E gli stessi genitori, nel caso i disturbi compaiano a qualche giorno di distanza, non li associano al vaccino”.
Chi dice no rischia ancora una multa, come qualche anno fa?
“In teoria esiste un provvedimento regionale sul dissenso informato in base al quale le multe non si dovrebbero fare. In pratica, ogni tanto, il problema torna a galla. Proprio quest’anno, a Cesena, abbiamo avuto un contenzioso con l’azienda sanitaria, che abbiamo vinto. Le multe arrivavano doppie, una alla madre e una al padre”.

 

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